Autonomia dell’università di Taranto

Diritti & Lavoro

Autonomia dell’università: per Sportelli è un punto di arrivo necessario per la crescita del nostro capitale umano e per avviare uno sviluppo finalmente endogeno dell’area tarantina.

«Si sta aprendo una nuova stagione per Taranto e l’obiettivo di una Università autonoma rientra fra quelli prioritari per seminare le rigenerazione del nostro territorio».

Commenta così Luigi Sportelli all’indomani del vertice in Prefettura sull’Università e a pochi giorni dall’inaugurazione della Facoltà di Medicina da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri.

«La Camera di commercio ha operato senza sosta e con spirito di servizio per lunghi anni perché si giungesse ad ottenere finalmente buoni risultati di coesione istituzionale. Mi sembra che abbiamo imboccato la strada giusta, sia con riguardo all’amministrazione del Capoluogo e a tutti gli altri Enti e agli stakeholder, sia per l’incessante lavoro condotto dalla Presidenza del Consiglio che sta cogliendo per quest’area ogni utile opportunità, con grande attenzione alla concretezza ed alla finalizzazione. Da troppo tempo l’immobilismo – rimarca il Presidente dell’Ente camerale – era la cifra del territorio, così come la divisione era la caratteristica delle azioni pubbliche di governo».

«Come principale Istituzione economica dell’area ionica, abbiamo fatto la nostra parte, puntando tanto su un profondo rinnovamento del modello decisorio, in modo da assicurare a Taranto la possibilità di cominciare a scegliere gli indirizzi del proprio futuro sociale ed economico, quanto sulla trasformazione del modello di sviluppo per un pieno e definitivo orientamento alla sostenibilità e ad una economia civile e, infine, integrale. Una vera e propria ‘bonifica’ della coscienza e della cultura pubblica, imprenditoriale e della cittadinanza. In questo senso è indispensabile portare avanti con fermezza il percorso di autonomia del Polo universitario per dare stabilità ad un progetto di crescita equa e reale del nostro capitale umano. Appoggio con fiducia questa posizione, direi ormai finalmente e fortunatamente unitaria  – conclude Sportelli: il nostro punto di arrivo deve essere quello di bloccare l’emorragia di forze giovani, sane e innovative, contemporaneamente attraendone di nuove e stimolando la Ricerca, linfa vitale per lo sviluppo endogeno di un territorio».

Taranto, 6 ottobre 2020