Sindacati pensionati, lettera aperta a Emiliano: risposte per 850mila anziani pugliesi

Diritti & Lavoro

Nel porgerLe gli auguri per la Sua rielezione, che ha rinnovato la speranza per una Puglia migliore e solidale, vorremmo rappresentarLe l’esigenza posta da 850 mila anziani pugliesi di ottenere quelle certezze, che anche per effetto del Covid, sono state messe in discussione e riferite all’accesso a diritti, non sempre garantito.

Gli anziani stanno pagando un prezzo troppo alto, intanto in termini di vite umane, ma anche di indebolimento dei servizi socio-sanitari sul territorio.

Occorre costruire un sistema di protezione sociale integrato rispondente ai cambiamenti e, in primis, al processo di invecchiamento della popolazione che non può essere rimosso dall’agenda politica, ma preso seriamente in considerazione per migliorare la condizione degli anziani, che spesso svolgono una importante funzione sociale. In Italia si calcola siano 10 milioni coloro che seguono più o meno assiduamente i nipoti: senza del loro apporto, gran parte delle donne con figli minori non potrebbero lavorare.

Siamo pertanto a riproporre le priorità a difesa delle persone anziane, che a parere dei Sindacati dei Pensionati CGIL, CISL e UIL di Puglia, dovrebbero impegnare da subito il governo che Lei si accinge a varare e che ci auguriamo possa avvalersi di competenze e di opportune motivazioni sul fronte della disponibilità a dare risposte ai bisogni, che emergono in maniera sempre più pressante:

  1. definire un piano regionale straordinario per le politiche sociali e per la non autosufficienza;
  2. rafforzare ed estendere l’assistenza domiciliare salvaguardando il diritto degli anziani ad invecchiare a casa;
  3. avviare servizi innovativi di telemedicina, teleconsulto e telemonitoraggio, in maniera da rendere gli anziani meno soli e insicuri;
  4. potenziare il sistema della presa in carico di anziani affetti da patologie croniche e che richiedono cura e assistenza continua, creando percorsi dedicati e ambulatori per la cronicità, in cui devono operare medici di famiglia, infermieri, specialisti, operatori sociali;
  5. estendere le Unità speciali di continuità assistenziali (USCA), superando i limiti finora incontrati, proiettando la loro operatività dall’emergenza Covid alla fase dell’ordinarietà;
  6. potenziare la vigilanza sulle residenze sanitarie e ripensare i criteri di accreditamento, introducendo clausole rigide riferite alla qualità e alla garanzia di sicurezza per gli utenti anziani;
  7. superare i ritardi accumulati con il blocco delle prestazioni durante i mesi di lockdown, che stanno mettendo a rischio il livello di salute dei cittadini, riducendo in maniera drastica e significativa i tempi delle liste di attesa, attraverso provvedimenti che rendano i risultati raggiunti fortemente percepibili;
  8. rimuovere i ritardi nell’applicazione della legge regionale sull’invecchiamento attivo.

Facendo affidamento sulla Sua comprovata disponibilità e sensibilità, auspichiamo un confronto di merito con le Organizzazioni Sindacali, che possa individuare soluzioni condivise.

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