Sospensione patente: in quali casi per recidiva?

Diritti & Lavoro

Sanzione accessoria della sospensione della patente di guida: cos’è e quando viene applicata? Quando scatta la sospensione per recidiva? Come difendersi?

La sospensione della patente di guida è una sanzione accessoria che il codice della strada prevede solamente per le violazioni più gravi e che si aggiunge alla sanzione pecuniaria. Un’ipotesi particolare di sospensione della patente si verifica in caso di recidiva, ovvero di commissione della medesima violazione in un determinato periodo di tempo. Nello specifico, la sospensione della patente per recidiva viene disposta quando il conducente commette due violazioni uguali nel corso di un biennio. Ma quali sono i casi di recidiva che giustificano la sospensione della patente?

Con il presente articolo vedremo per quali infrazioni, commesse nell’arco di due anni, è prevista la sospensione della patente. Vedremo altresì come recuperarla, cioè come ottenere di nuovo la patente per poter tornare a guidare il proprio veicolo, e come fare opposizione contro il provvedimento di sospensione. Se l’argomento ti interessa, magari perché anche a te è capitato che ti venisse sospesa la patente, prosegui nella lettura: vedremo insieme in quali ipotesi di recidiva è prevista la sospensione del titolo abilitativo alla guida.

Sospensione patente: cos’è?

Come anticipato, la sospensione della patente è una particolare sanzione prevista dal codice della strada nell’ipotesi di violazione delle sue norme.

Per essere più precisi, la sospensione della patente è una sanzione accessoria: significa che si tratta di una punizione che si accompagna necessariamente a un’altra di base, che sarebbe la sanzione pecuniaria (la multa, per intenderci).

Dunque, alla persona che viene sospesa la patente verrà inevitabilmente comminata anche una sanzione pecuniaria, visto che quest’ultima (la sanzione economica) è quella principale per ogni tipo di violazione del codice della strada, mentre la sospensione consegue solamente in determinate ipotesi.

Recidiva: cos’è?

La recidiva è un istituto tipico del diritto penale, conosciuto però anche in ambito amministrativo per indicare la situazione di chi commette due volte la medesima violazione di legge, in genere entro un determinato lasso di tempo circoscritto.

Come vedremo, nel codice della strada la recidiva è biennale, nel senso che può definirsi recidivo (con conseguente applicazione di sanzioni più gravi, tra cui anche la sospensione della patente) solamente colui che infrange la stessa norma per due volte nell’arco di due anni.

Se la stessa infrazione dovesse ripetersi dopo tre o più anni, per il codice della strada non potrebbe parlarsi di recidiva.

La recidiva è inoltre una circostanza aggravante: al recidivo si applicano sanzioni più severe perché il suo comportamento dimostra un particolare disprezzo della legge e, dunque, una condotta da sanzionare in maniera particolarmente severa.

Sospensione patente per recidiva: quando?

Chiarito cosa siano la sospensione della patente e la recidiva, vediamo per quali infrazioni è prevista la sospensione della patente di guida per recidiva biennale:

  • prosecuzione della marcia con semaforo rosso (sospensione della patente da 1 a 3 mesi) [1];
  • violazione delle norme di circolazione in prossimità di un passaggio a livello (sospensione da 1 a 3 mesi) [2];
  • sorpasso senza superare rapidamente il conducente che precede sulla stessa corsia, senza mantenere un’adeguata distanza laterale, senza riportarsi a destra appena possibile, evitando di creare intralcio o pericolo (sospensione da 1 a 3 mesi) [3];
  • violazione dell’obbligo di effettuare il sorpasso sulla corsia immediatamente alla sinistra del veicolo che si intende superare, se la carreggiata o semi-carreggiata è suddivisa in più corsie (sospensione da 1 a 3 mesi) [4];
  • circolazione senza la copertura assicurativa (sospensione da 1 a 2 mesi) [5];
  • violazione delle norme sulla distanza di sicurezza da cui deriva una collisione con grave danno ai veicoli tale da determinare l’applicazione della revisione (sospensione da 1 a 3 mesi) [6];
  • mancato uso delle cinture di sicurezze o dei sistemi di ritenuta per bambini (sospensione da 1 a 3 mesi) [7];
  • uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici (ad esempio cellulari) ovvero di cuffie sonore (sospensione da 1 a 3 mesi) [8];
  • circolazione in violazione delle limitazioni alla circolazione disposte con ordinanza del sindaco per prevenzione inquinamento (sospensione da 15 a 30 giorni) [9];
  • violazione delle norme sulla precedenza (sospensione da 1 a 3 mesi) [10];

Sospensione della patente senza recidiva

A prescindere dalla recidiva, la sospensione della patente può essere prevista quale sanzione accessoria anche alla prima infrazione; ne sono un esempio:

  • la guida sotto l’influenza di alcol (a seconda della gravità, si può andare da un minimo di tre mesi fino a un massimo di quattro anni, se il veicolo appartiene a persona estranea al reato) [11];
  • la guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti [12].

Recidiva: quando scatta nel biennio?

Affinché possa parlarsi di recidiva nel biennio (e, di conseguenza, di sospensione della patente) occorre che, al momento della seconda infrazione, la prima violazione sia già stata definita.

La violazione è definita quando:

  • il trasgressore ha effettuato il pagamento (anche in misura ridotta);
  • sono decorsi inutilmente i termini per presentare ricorso contro la prima sanzione;
  • in caso di presentazione del ricorso, questo sia stato rigettato con provvedimento definitivo.

In caso di applicazione della recidiva, inoltre, poiché è irrogata la sospensione della patente di guida, non è prevista la possibilità di effettuare il pagamento della sanzione in misura ridotta (lo sconto del 30% sull’importo della sanzione, in pratica).

Il ritiro della patente [13] è disposto dall’agente che accerta la seconda violazione, quando può verificare al momento della contestazione che il conducente ha commesso, nei due anni precedenti, una violazione dello stesso tipo che è stata definita (come detto sopra).

In caso diverso, la patente non viene immediatamente ritirata e la sospensione viene disposta dalla Prefettura a seguito di segnalazione da parte dell’organo che ha accertato la seconda violazione.

Come evitare la recidiva?

Esistono almeno due modi per evitare la contestazione della recidiva e, di conseguenza, l’applicazione della sanzione accessoria della sospensione della patente di guida.

Il primo di essi sfrutta la possibilità di mentire nel caso di contestazione differita dell’infrazione al codice della strada. Mi spiego meglio.

Come sicuramente saprai, esistono due modi per contestare una violazione stradale:

  • contestazione immediata, nei casi in cui c’è stato il fermo da parte degli agenti, i quali hanno poi provveduto ad elevare il verbale;
  • contestazione differita, che avviene quando la prima non sia possibile (pensa all’auto lanciata a tutta velocità, ad esempio). In questa ipotesi, la contestazione avviene con notifica al proprietario dell’auto da farsi entro 90 giorni dall’infrazione.

Nell’ipotesi di contestazione differita, al proprietario dell’auto viene recapitato, oltre alla multa, anche un modulo (da restituire entro sessanta giorni) ove indicare chi si trovava effettivamente alla guida del veicolo al momento dell’infrazione.

Ebbene, se la seconda violazione per la quale dovrebbe trovare applicazione la recidiva non è stata contestata immediatamente, è possibile omettere la comunicazione dei dati del conducente per evitare l’applicazione della recidiva e la conseguente sospensione della patente di guida.

Ovviamente, in questo caso verrà inviato il successivo verbale per la mancata comunicazione dei dati del conducente.

Dunque, in sintesi, per evitare la contestazione della recidiva si può “bluffare” sulla comunicazione dei dati del conducente, in modo tale da evitare che a quest’ultimo possa essere contestata la recidiva.

Un’altra buona strategia per evitare la contestazione della recidiva (e, di conseguenza, la sospensione della patente) è quella di impugnare la prima violazione davanti al Giudice di pace o innanzi al Prefetto (rispettivamente entro trenta e sessanta giorni dall’avvenuta contestazione).

Come ricordato nel paragrafo precedente, la pendenza dell’opposizione impedisce alla violazione di diventare definitiva, cosicché, se viene commessa un’altra infrazione identica ma la prima non è stata ancora decisa, l’organo accertatore non potrà contestare la recidiva, con tutte le conseguenze che ne derivano.

Patente sospesa: come riaverla?

Per ottenere la restituzione della patente, al termine del periodo di sospensione si potrà contattare l’ufficio preposto (cioè, l’organo che ha provveduto alla contestazione dell’infrazione) per sapere se la patente di guida è disponibile per il ritiro.

Se, invece, si ritiene che la sanzione accessoria non sia corretta, si potrà scegliere di presentare ricorso. Vediamo come.

Sospensione patente: come fare ricorso?

Qualora si voglia provare a riottenere la patente senza attendere il periodo previsto per la sospensione si potrà scegliere tra il ricorso al Prefetto o il ricorso al giudice di pace.

Nel primo caso si potrà presentare il ricorso entro sessanta giorni dalla contestazione (immediata o differita) della sanzione accessoria della sospensione patente, mentre nel secondo i termini sono di 30 giorni .

Da evidenziare come il ricorso al Prefetto è inammissibile nei seguenti casi:

  • nel caso in cui sia già stata pagata la sanzione pecuniaria indicata sul verbale (pagamento in misura ridotta), in quanto ciò costituisce acquiescenza al verbale;
  • quando siano decorsi i termini dalla data della notifica/contestazione del verbale;
  • nel caso di violazioni di carattere penale, la cui competenza è dell’autorità giudiziaria;
  • per carenza di legittimazione, da parte di chi assuma di essere conducente di un veicolo al momento dell’infrazione, senza che il nominativo sia indicato nel verbale;
  • nel caso in cui sia stato già presentato ricorso al giudice di pace.