Braccianti ieri e oggi nella terra dell’acciaio

Arte, Cultura & Società

Un libro di Lucia La Penna e Giovanni Forte racconta il travaglio, le speranze, le lotte di una categoria fondamentale per lo sviluppo della provincia di Taranto

TARANTO – Negli anni Sessanta e Settanta i braccianti della provincia ionica, della Puglia, delle regioni vicine, lasciarono le campagne per raggiungere la grande industria che prometteva lavoro, progresso, ricchezza. Sessanta anni dopo la realtà è cambiata. Il “metalmezzadro” di Walter Tobagi è una figura sbiadita; la spinta propulsiva dell’acciaio va esaurendosi e il territorio ionico ancora si interroga sul suo futuro.

Il futuro, però, potrebbe rivelarsi sorprendente. “Dobbiamo essere preparati perché nei prossimi anni, la crisi del polo siderurgico di Taranto, potrebbe innescare un fenomeno inverso rispetto a quello vissuto nei decenni precedenti: un ritorno al lavoro agricolo”. Lucia La Penna, segretaria generale della Flai Cgil di Taranto, ipotizza uno scenario e rivendica  “nuova centralità per il settore agricolo”.

Tra passato, presente e futuro, l’agricoltura resta uno dei principali motori dell’economia soprattutto se unito alla filiera della conservazione e trasformazione dei prodotti. “Ne abbiamo avuto la prova durante il lockdown per l’emergenza covid – aggiunge La Penna – tutti i comparti produttivi si sono fermati o hanno rallentato, ma non l’agricoltura. Sul territorio provinciale il settore vanta 27mila braccianti regolari, di cui oltre 4000 stranieri e circa 3700 che assumono manodopera. Vecchie problematiche e nuove sfide, sono il terreno quotidiano della nostra attività”.

Un sindacato che accanto alla mobilitazione, al confronto con le istituzioni e con le controparti datoriali, svolge un’importante attività di testimonianza, di documentazione, di narrazione di una categoria, quella dei braccianti, che ha segnato fortemente la nascita stessa del sindacato ed ha contribuito ai processi di industrializzazione.

“Braccianti ieri e oggi nella terra dell’acciaio” (Radici Future Produzioni), è il titolo del libro scritto a quattro mani da Lucia La Penna e da Giovanni Forte, già segretario generale della Flai Puglia e della Cgil di Taranto, che sarà presentato martedì 6 ottobre 2020, alle 12, nella Masseria Amastuola a Massafra (Taranto).

Nel volume La Penna conversa con Forte tra passato e presente, con lo sguardo rivolto al futuro. Una ricostruzione rigorosa della battaglia dei braccianti per il lavoro e lo sviluppo in provincia di Taranto. Uno spaccato di storia recente direttamente collegato alla cronaca e all’attualità. Un passato da non disperdere, un presente da non trascurare. Lavoratori sommersi e regolari, italiani e stranieri, uomini e donne. Dalla tragica fine di Paola Clemente, la bracciante tarantina morta di fatica nei campi, fino alle barraccopoli di immigrati ai margini delle nostre città.

“Abbiamo voluto cimentarci in questa conversazione – scrivono gli autori nell’introduzione – per tracciare un profilo della condizione bracciantile, fra lotte e mobilitazioni messe in campo dal sindacato con l’obiettivo di migliorarla. Una battaglia finalizzata a recuperare rispetto e dignità, a favore di un pezzo del mondo del lavoro che continua a presentare elementi di grande debolezza”.

Alla presentazione, oltre ai due autori, interverranno Giovanni Mininni segretario generale della Flai nazionale, Antonio Gagliardi segretario generale della Flai Puglia, Paolo Peluso segretario generale della Cgil di Taranto, il giornalista Fulvio Colucci. Si accede con invito, nel rispetto delle norme anti-covid.