L’aumento di stipendio al presidente dell’Inps Tridico fa indignare (quasi) tutti

Economia & Finanza

Conte e Di Maio chiedono accertamenti. “Paghi la cassa integrazione alle centinaia di migliaia di lavoratori che la aspettano da mesi, poi chieda scusa e si dimetta”, attacca Salvini. “Polemiche strumentali, lo difende Crimi

© Pierpaolo Scavuzzo / AGF – Pasquale Tridico

AGI – Bufera politica sui compensi del presidente dell’Inps Pasquale Tridico: insorge l’opposizione e il premier Giuseppe Conte chiede “accertamenti”.

La notizia che ha destato scalpore è che il ‘padre del reddito di cittadinanza’ ha avuto un aumento dello stipendio, portato a 150 mila, il 50% in più del suo predecessore Tito Boeri che guadagnava 103.000 euro l’anno. “Non ero informato, ovviamente ho chiesto accertamenti, vorrei approfondire la questione. Poi formulerò una valutazione più completa”, afferma il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. A chiedere “chiarimenti” anche il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

L’accusa, poi smentita, è che il provvedimento abbia effetto retroattivo: a Tridico andrebbero corrisposti così altri 100.000 euro per gli arretrati. Nel pomeriggio la direttrice delle risorse umane dell’Inps, Maria Grazia Sampietro, precisa che “non sono stati corrisposti al Presidente compensi arretrati e in ogni caso che non è mai stata prevista l’erogazione di un compenso arretrato per il periodo che va da maggio 2019 al 15 aprile 2020. Pertanto, la notizia apparsa sul quotidiano La Repubblica in merito ad un compenso arretrato al Presidente pari a 100 mila euro è “priva ogni fondamento”. A seguire arriva la nota del ministero del Lavoro: “il decreto interministeriale firmato dai ministri Catalfo e Gualtieri il 7 agosto 2020 che definisce gli emolumenti lordi annui del Presidente, del Vice Presidente e dei consiglieri di amministrazione di Inps e Inail, così come formulato, non consente il riconoscimento di alcun ‘arretrato’ al presidente Tridico“.

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“Il suddetto decreto – sottolinea il ministero – porta a compimento un percorso avviato dal precedente Governo per la determinazione dei compensi, che si è perfezionato al momento dell’insediamento dei Cda dei due enti. Nel caso dell’Inps, il 15 aprile 2020. Solo a partire da quella data, quindi, il presidente dell’Istituto ha diritto a percepire i compensi determinati dalla legge”.

E’ vero comunque che il decreto ha fissato i compensi annui (al lordo delle ritenute fiscali e dei contributi previdenziali) del presidente a 150.000 euro.

Una cifra ritenuta ingiustificata e perfino “immorale” dall’opposizione, che chiede le dimissioni e avvia interrogazioni parlamentari.

Il segretario della Lega Matteo Salvini, si dichiara senza parole. “Invece di aumentarsi lo stipendio, prima paghi la cassa integrazione alle centinaia di migliaia di lavoratori che la aspettano da mesi, poi chieda scusa e si dimetta”.

Il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri rivolge una interrogazione urgente al Presidente del Consiglio e al ministro del Lavoro per chiedere che venga annullata la delibera che “aumenta a dismisura i compensi del presidente dell’Inps Tridico” e che Tridico “venga immediatamente rimosso dal vertice dell’Inps dove ha già creato gravi danni. Con questa interrogazione – afferma Gasparri – intendo denunciare anche la immoralità del mondo grillino che invoca tagli per gli altri e prebende per i propri esponenti”.

La vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia Mara Carfagna giudica “tutto questo scandaloso e lo è ancora di più nel momento di crisi che stiamo vivendo con la cassa integrazione non versata o erogata in perenne ritardo, con le persone che perdono il lavoro, le aziende e gli esercizi commerciali che chiudono”.

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Anche Fratelli d’Italia va all’attacco: “Non bastavano i disastri compiuti durante il lockdown, adesso il governo attraverso una decisione del ministro Catalfo ha deciso che il presidente Tridico deve essere addirittura premiato”, afferma il presidente dei senatori di Fdi, Luca Ciriani. “È assurdo e tutto questo mentre gli italiani continuano a non ricevere la cassa integrazione e le famiglie sono piegate da una crisi che il governo e’ incapace a fronteggiare”. “Ma quello che è più grave – prosegue Ciriani – secondo quanto emergerebbe da notizie diffuse dalla stampa, è che questa decisione sarebbe stata presa dallo stesso CdA nel pieno lockdown, proprio quando l’Inps mostrava tutta la sua inadeguatezza”. Anche Ciriani annuncia un’interrogazione, “affinché si faccia chiarezza e con una piena assunzione di responsabilità da parte di chi ha deciso questa assurda gratificazione”.

Il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida calca la mano: Tridico è “sostanzialmente un incompetente che ha fatto solo danni, che ha mal gestito l’istituto di previdenza con imperdonabili ricadute su milioni di italiani ma che, secondo il Governo Conte, merita addirittura un premio. Adesso basta, la misura e’ davvero colma. Chiediamo le dimissioni di Tridico e le scuse immediate di tutto l’esecutivo per questa ennesima vergogna firmata Movimento 5 stelle”.

Per il Pd parla Debora Serracchiani, presidente della commissione Lavoro: “La vicenda dell’aumento dello stipendio del presidente dell’Inps ha aspetti sconcertanti, se non altro per la tempistica e per un deficit di trasparenza. Confido che la legittimità dell’adeguamento non sia in discussione, anche in considerazione degli stipendi percepiti dai dirigenti statali di prima fascia, ma certo il momento avrebbe suggerito di valutare e gestire questo provvedimento con una diversa e piu’ avvertita sensibilita’”.

Infine, il capogruppo di Italia viva al Senato, Davide Faraone, coglie l’occasione per puntare l’indice sui grillini, sulla “spericolata inversione a U di quelli che prima trascorrevano le giornate a contare le auto blu degli altri e adesso, giunti al potere, viaggiano in sterminati cortei di fuoriserie coi lampeggianti da far invidia al presidente degli Usa; quelli che inorridivano per gli staff dei ‘politici’ e oggi hanno uffici di gabinetto degni della corte di Versailles; quelli che volevano dimezzare gli stipendi degli avversari e sono finiti a raddoppiare gli stipendi degli ‘amici'”.