Auteri: “Padroni del nostro destino con umiltà e con la consapevolezza di essere forti”

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Quella di domani (ogg, ndr) sarà un battesimo probante in quanto ci accingiamo ad affrontare una squadra che ormai è una realtà consolidata nella categoria. Loro studiano uno spartito preciso, fanno leva sulla continuità che proviene anche dalla guida tecnica. La gara avrà valori alti di agonismo e noi dovremo essere bravi a reggerne l’impatto. Non mi preoccupa tanto l’aspetto del campo. Quello dove giocheremo, infatti, è un sintetico che permette di giocare comunque, e le dimensioni non sono tra quelle più piccole della C. Dovremo essere bravi ad esprimere le nostre caratteristiche, e poi una cosa deve essere ben chiara: le scelte iniziali non devo mai essere condizionanti. Giocheremo sempre in undici con cinque sostituzioni, per cui sarà determinante l’apporto di tutta la squadra, e, pertanto, anche chi entra dovrà esserlo, tutti dovranno sentirsi coinvolti per dare il massimo”.

Così Gaetano Auteri ieri nella conference call trasmessa via internet. Lui non cerca alcun alibi men che meno quello del terreno sintetico, tipologia di campo per la quale, invece, qualche suo predecessore ne fece un problema. Lui ha esperienza da vendere e non ha alcuna intenzione di farsi trasportare dal fiume in piena che potrebbero scaturire dalle pressioni di questa piazza ambiziosa e notoriamente poco incline alla sopportazione degli errori. Nella sua testa, probabilmente, ha più valenza la curiosità di vedere come gioca il suo Bari per la prima volta piuttosto che quella di capire quali possano essere i timori di un inizio, in effetti, arduo in quanto il Bari, parentesi di Coppa Italia di mercoledì prossimo inclusa a Ferrara, dovrà giocare in 14 giorni ben quattro gare fuori casa ed una sola tra le mura amiche col Teramo. Insomma non proprio un inizio tranquillo. E le danze cominceranno con la trasferta di Francavilla Fontana contro i locali imperiali che sicuramente vorranno bissare la vittoria prestigiosa dello scorso anno capitata, più o meno, proprio di questi tempi allorquando ad allenare il Bari c’era Cornacchini, poi esonerato alla fine di quella gara che, lo ricordiamo, fu l’ultima sconfitta del Bari fino alla fine del torneo conclusosi, però, a Catanzaro con Vivarini per via della pandemia. Poi la sconfitta beffarda di Reggio Emilia nei playoff.

Sin dal mio arrivo ho avuto a disposizione una rosa che ha lavorato molto bene, disponibile alla fatica e al lavoro ma anche propensa all’apprendimento dei miei insegnamenti, ma soprattutto ho intravisto un atteggiamento umile e propositivo da parte di tutti. Andiamo a Francavilla Fontana dopo una vittoria confortante conseguita mercoledì scorso, ma è pur vero che qualcosa manca ancora per completare l’organico, e comunque è bene precisare che in occasione della prima gara non tutto potrà andare bene, mettiamolo in preventivo, anche se punteremo a vincere, in quanto non saremo ancora ben rodati. Aggiungo, poi, che siamo partiti con un leggero ritardo rispetto ad altre squadre, ciò non toglie che dovremo mantenere lucidità, equilibrio e serenità. Ritengo che la piazza di Bari sia tra le prime cinque-sei in Italia quanto a “pressioni” così come credo che le pressioni ci siano dappertutto, non solo in serie C, ed è scontato che le aspettative siano grandi, ma noi dobbiamo scendere in campo consapevoli di “essere il Bari”, ovvero la squadra da battere così come dobbiamo imparare (lo dice spesso Auteri, ndr), che nessuno ci regalerà nulla, non esistono diritti acquisiti, tutto passa dal campo, poi, di parta in partita, dovremo essere padroni del nostro destino, e ritengo che il campionato avrà la svolta decisiva a marzo, e non prima, nemmeno se dovessimo infilare cinque vittorie consecutive. Dobbiamo giocare sporco ed avere grandi capacità di sofferenza perché, inutile nasconderlo, ci sarà anche da soffrire, ma nello stesso tempo, dobbiamo essere feroci in campo”.

Massimo Longo