Nell’immortalità dell’immoralità

Diritti & Lavoro

L’autunno 2020, da brevissimo e sbadigliando, si è affacciato nella nostra quotidianità e porterà con se l’amaro della finita bella stagione.

Questa, a rigore di molti, sarà la mezza stagione della grande sfida alla incertezza che ci scorterà contro la provocazione del Covid-19. Non che il passato sia stato un autunno di poco conto, giusto per contezza di parti e ruoli.

Covid-19. Sì, quella singolare bestia, quasi rara, che ci sta attanagliando in una morsa di ghiaccio, quasi a volere farci intendere le sue intenzioni: ibernare la nostra condizione di sottomissione psicologica.

In tutto ciò i mass media, le istituzioni, i mille saccenti appena nati, le competenze e le stesse organizzazioni che dovrebbe tutelare la nostra buona condizione, viaggiano mano nella mano del “mostro sacro”, remando controcorrente e, per giusta causa, minando il nostro conscio.

Mi pare più una guerra che una pandemia. Forse, in un certo qual senso, lo è.

Diverse battaglie si stanno svolgendo su diversi fronti, anche in aria e mare. Battaglie combattute con eserciti differenti, armamenti insoliti ma, sopratutto, con uomini male equipaggiati a combattere i diversi cambiamenti di contesto.

Mi pare ovvio pensare ad un provvidenziale e benefico tour dei luoghi sacri, ne abbiamo a iosa!

Affidarsi ai Santi protettori, sparsi sulla nostra amata terra, Italia, e sperare che siano più preparati e convincenti di tanti vacui cervelli che, sovente, si ispirano dalla rosa dei venti.

Che dire! Incamminiamoci senza dare troppa importanza alle distrazioni e disseminiamo il nostro cammino con tanti semi di buoni propositi.

Tanto, poi, se vogliamo, come ha scritto Ungaretti: Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie.

Giacomo Loiacono