L’eternità e il peso del coraggio

Arte, Cultura & Società

Se dovessi fotografare in due immagini questi cinquantanni che ci hanno attraversato e ferito ma sempre fatto rialzare e guardare l’alba con nuovo entusiasmo e coraggio dovrei farlo con due scatti, classici della musica leggera portati al successo il primo da “I camaleonti” (1970) e il secondo da Fiorella Mannoia (2019).

A volte certi brani sono più attuali adesso di quanto lo fossero all’uscita eppure le profezie sono valide se comprese a distanza di tempo.

In politica come nella vita a volte agiamo come se avessimo acquisito nel tempo un vaccino di immortalità non tanto nel concepire il fine vita ma nel ritenere che quello che conquistiamo con le nostre forze sia destinato a durare nel tempo. Siamo stolti e non pensiamo che in un attimo la vita cambia prospettiva e ci pone di fronte a scelte esistenziali che a volte sono migliori di quelle che ci eravamo prefigurati se guardate sotto l’occhio di un’architettura che trascende gli eventi e li vede in un’ottica di veridicità e credibilità.

Il potere ha un’unica finalità: il servizio…servire per regnare ma scusate questo è il Vangelo sul quale inciampo ogni giorno non come consolazione ma strada e chiave di lettura degli eventi.

Anche chi non crede risponde degli eventi alla coscienza personale e collettiva, diventando credibile se vuole.

Nella Chiesa Papa Francesco si sgola nel richiamarci ad essere accoglienti, Chiesa in uscita ma proprio i laici sono preda di un clericalismo che ci rende migliori solo nel tempio ed ecco che cerchiamo di stare al coperto più tempo possibile come se avessimo la coperta di Linus ma al tempo del Covid la circolazione d’aria aiuta a tenere lontano il virus e i cattivi pensieri.

“A pensare male si fa peccato ma quasi sempre ci s‘azzecca” diceva un politico del passato, molto arguto. Ebbene voglio ribaltare quest’ottica, pensando bene di tutto e tutti. Prevenire, correggere i cattivi pensieri e aiutare gli altri a non avere preconcetti. Essere scaltri, furbi significa saper ascoltare, agire e solo se necessario parlare. L’infante comunica con gli sguardi e i gesti. Impariamo.

E non ergiamoci a giudici di altri uomini in un percorso processuale che emana sentenze non rispondenti a fattispecie concrete.

Chi scrive saggi sa che l’esperienza è la migliore maestra se con umiltà ha capacità di riconoscere gli errori e cambiare scelte e direzioni perché il bene degli altri sia il bene personale in un’ottica corretta di sano egoismo.

Ma dove vuoi andare a parare? Mi direbbe qualcuno. Sei un presuntuoso a mostrare la via del bene. No è la mia proposta e spero con tutto il cuore sia contagiosa. Provare per credere, portando ogni giorno il peso del coraggio, oneroso ma “onorevole”.

Dario Felice Antonio Patruno