“La grande balla”. Il  dirottamento di 61 miliardi al nord                                   

Arte, Cultura & Società

Il  libro inchiesta  “La grande balla”  del  giornalista e direttore   del Quotidiano del Sud Roberto Napoletano svela il  dirottamento di 61 miliardi di euro al Nord                                   

Giovanni Mercadante

La presentazione del libro  è a cura dell’imprenditrice Rocchina Adobbato di Brienza (Potenza)  della Dimora di Charme, la Voce del Fiume, che da sempre promuove il turismo culturale per favorire e incrementare la promozione del territorio. Non il classico B&B ma un luogo dove si rivive la storia, il passato, le tradizioni e la cultura lucana. Un luogo che per scelta aziendale punta sulla promozione e valorizzazione del territorio e non solo sulle risorse paesaggistiche, architettoniche e monumentali ma anche sulle risorse umane. La presentazione del libro rientra nella filosofia aziendale che anima il B&B.

Non è la prima volta che viene edito un libro da uno scrittore o giornalista che denuncia la sperequazione tra Nord e Sud. Puntualmente a mortificarci che molte risorse finanziarie vengono  drenate dal Nord a discapito del Sud. Le prevaricazioni  dei politici e dei governi che amministrano la cosa pubblica suonano come  assuefazione  per la popolazione meridionale.  I condizionamenti sono addebitabili a molti politici meridionali  che anziché fare gli interessi del loro elettorato nei territori dove sono stati eletti, dimenticano ed entrano a far parte di un sistema di spartizione di poltrone. Le regioni meridionali vivono purtroppo nel limbo, nella cui area si  si respira l’oppio per stordire le menti. Eppure,  non ci vuole nulla per capovolgere le situazioni. Possibile che in tanti anni di Repubblica Italiana tutti i politici meridionali non si fanno una ragione per invertire la rotta?

Fortunatamente ogni tanto qualcuno  ci sveglia dal torpore del sonnifero fatto circolare da giornali e telegiornali portandoci alla realtà, che purtroppo poi è amara.

Questo preambolo vuole essere un invito ai tanti eletti a riflettere.

La grande inchiesta condotta dal  noto giornalista e direttore del Quotidiano del Sud, volto anche televisivo, sfociata nella pubblicazione del suo libro “La grande balla” scoperchia una voragine.

I nuovo libro di Roberto Napoletano dal titolo “La grande balla” per La nave di Teseo, e il sottotitolo, è già un manifesto: “Non è vero che il Sud vive sulle spalle del Nord, è l’esatto contrario”, afferma l’autore. Si tratta di un’inchiesta condotta dal direttore del Quotidiano del Sud sulle vere cause e le vere responsabilità di un’Italia spaccata in due, che si fa la guerra invece di unire le forze. Secondo la ricostruzione dell’autore, che ha utilizzato nella sua ricostruzione i dati e le statistiche certificate dalle principali istituzioni contabili, economiche e statistiche nazionali, il Nord Italia ha messo in atto la più efficiente macchina estrattiva di risorse sottratte, di anno in anno, al Sud. Insomma, dagli interventi di Giovanni Giolitti ad oggi, non sarebbe cambiato poi molto. Questa la tesi che Napoletano argomento, numero dopo numero, nel suo “La grande balla”.

Quanti cittadini sanno che 61 miliardi dovuti al Sud vengono ogni anno regalati al Nord?  Per Napoletano “si tratta del più grande furto di Stato mai conosciuto nella storia recente della Repubblica italiana. I numeri di questa operazione verità fanno tremare vene e polsi, e permettono legittimamente di chiedersi se l’Italia esista ancora.”

Sapete a quanto ammonta la spesa per infrastrutture nel Mezzogiorno? Lo 0,15% del PIL, praticamente è stata azzerata. C’è un treno ad alta velocità ogni venti minuti tra Milano e Torino e nemmeno uno alla settimana da Napoli a Bari o da Napoli a Reggio Calabria. Per gli aiuti alle famiglie in Campania arrivano trenta milioni, in Veneto duecento, in Lombardia duecentocinquanta. Mentre la Regione Piemonte spende per i suoi servizi generali nettamente di più di quanto spendono tutte insieme Campania, Puglia e Calabria. Intanto al Nord c’è un insegnante ogni dieci studenti, al Sud gli studenti sono venti per ogni professore.

Insomma, Nord assistito, Sud dimenticato.