Il valore dell’istruzione oltre la potenza del tatuaggio

Arte, Cultura & Società

di Daniela Piesco

L’11 settembre, corrente mese, a seguito di numerose lettere pervenute alla nostra redazione, decisi di scrivere un editoriale dal titolo’ l’ingiustizia tatuata ‘a difesa di giovani poliziotti capaci,meritevoli,integri e totalmente devoti ,con spirito di sacrificio, alla difesa della comunità ma esclusi ,ricordo ,dopo essere stati assunti, dopo aver prestato giuramento ,dall’arma a causa della loro pelle tatuata .

Oggi mi ritrovo dinnanzi al caso” Sylvian”.

Sylvain Helaine 35 anni è un insegnante di Essonne, a sud di Parigi che è balzato alla cronaca per essere stato sospeso dall’incarico di maestro dalla scuola materna.Potra’ insegnare solo alle elementari e medie.

Vediamo il perché.

L’uomo è noto anche  per essere il più tatuato di Francia in quanto art-performer con lo pseudonimo di Freaky Hoody.

La sua passione per i tatuaggi è iniziata all’età di 27 anni, allorquando esercitava al Dulwich College di Londra. Da quel momento, non si è più fermato arrivando a imprimere su tutto il suo corpo decine di tatoo per un valore complessivo di 50mila euro. Fiori, personaggi dei fumetti e tribali: ne è ricoperto dalla testa fino ai piedi. Ed ha persino inettato dell’inchiostro nero nel contorno bianco del bulbo oculare.

Una scelta che sta pagando a  caro prezzo dal momento che il suo ”aspetto” gli preclude la possibilità di lavorare in molte scuole della Francia.

Oltre ad essere da ben dodici anni  precario , dallo scorso anno, non può neanche più insegnare alle materne ,come accennavo,a seguito di una protesta portata avanti dai genitori degli studenti di un asilo nel dipartimento francese dell’Essonne,che hanno chiesto al Provveditorato che fosse sospeso dall’incarico.

 ”Spaventa i bambini”, hanno ribadito a gran voce.

Dopo le rimostranze delle famiglie è finito nell’occhio del ciclone tanto che il Provveditorato è stato costretto a ordinare una ispezione sulla condotta scolastica del maestro.

Un sopralluogo che non ha riscontrato problemi nell’insegnamento o nel comportamento dell’insegnante.

Tatuaggi e lavoro sono davvero due pianeti agli antipodi della galassia? Che i tatuaggi siano sempre più diffusi all’interno di tutte le fasce della popolazione italiana ,europea e mondiale è più che evidente e al giorno d’oggi un tatuaggio non dovrebbe più poter venire in alcun modo associato a concetti ritenuti storicamente “asociali” quali “trasgressione” o addirittura “violenza”.

Sono sempre di più infatti le persone perfettamente inserite nei più disparati strati del tessuto sociale che scelgono di imprimere sulla propria pelle una data, un testo o un disegno particolarmente caro.

Eppure resta la discriminazione, perche’ di discriminazione si tratta.

E’ evidente ,infatti,come un certo tipo di tatuaggi finisca per discriminare alcune persone nel mondo del lavoro. A tal proposito il The Economist ha svolto un’interessante analisi del problema evidenziando come persista una specie di pregiudizio “sociale e non individuale” che continua a spingere molte persone, più o meno consapevolmente, ad associare un tatuaggio a presunti atteggiamenti di ribellione che possono preoccupare.

Inoltre c’è un interessante studio del professore dell’Università scozzese di St. Andrews ,Andrew Timming ,che porta ulteriori conferme. Il suo team ha spinto alcuni responsabili delle assunzioni a valutare candidati a cui era stato applicato un finto tatuaggio sul collo e, a parità di curriculum, tutti i “tatuati” si sono classificati ai posti più bassi del ranking.

” I bambini che mi vedono imparano molto sulla tolleranza e sul rispetto degli altri. Può essere che da grandi non diventino razzisti, omofobi, che non guardino i disabili come dei freak. Penso che sia positivo”.(così Helaine in un ‘intervista rilasciata al Parisien)

Gli studenti lo difendono.

Molti dei suoi ex e attuali studenti sono d’accordo con lui. “Io penso che sia inquietante fermarsi all’aspetto fisico, ancor di più se lo fanno dei genitori”, dice questo ragazzo. “In classe mi sono detto: se io mi facessi un tatuaggio di certo non diventerei cattivo. Un tatuaggio non cambia il carattere e il comportamento”, aggiunge un altro.

Per acquietare le tensioni con le famiglie degli studenti, il Provveditorato ha deciso di assegnargli solo le classi elementari e medie.

Nel mondo dei tatuaggi, Freaky Hoody è una celebrità che ha partecipato a varie fiere in cui si esibisce periodicamente.

Piuttosto, la storia di Freaky Hoody parla di un maestro e del valore dell’insegnamento oltre la potenza del tatuaggio, perché“La libertà non significa nulla, a meno che non significhi la libertà di essere diversi” – Marty Rubin

E vorrei ribadirlo proprio ai francesi che forse dimenticano che la prima parola del motto repubblicano francese è “Liberté” .

 La Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino (1789) la definiva così: «La libertà consiste nel potere di fare ciò che non nuoce ai diritti altrui». «Vivere liberi o morire» fu un grande motto repubblicano. Sotto il governo di Maximilien de Robespierre, detto del Terrore divenne famoso il motto: «Nessuna libertà per i nemici di essa».

Una scriminante quella dei tatuaggi  non tollerabile in  paese civili europei che va  combattuta sul piano sociale, stante la discrezionalità che i datori di lavoro possono opporre al momento dell’assunzione.