Les adieu

Politica regionale, nazionale e internazionale

Oggi avrei voluto produrre un documento sui numeri del Covid 19, realizzato da una società svizzera di analisi che proprio sulla base dei dati ufficiali, dunque provenienti dal mainstream, decostruisce alla radice tutta la narrazione pandemica comprese  le “aggiunte” delle ultime settimane sfornate per tener viva la paura. Ma poi ho capito che sarebbe solo fatica sprecata: se uno è capace di bersi la cretinata che tagliare il Parlamento sia un’operazione democratica allora tanto vale lasciarlo cuocere nel suo brodo e farlo crepare di miasmi da mascherina o da assenza di lavoro.

Questo non è un Paese per giovani, non è un Paese per vecchi, non è un Paese per uomini, ma solo per omminicchi. Ho già perso troppo tempo e troppi soldi nell’illusione di poter contribuire con un chicco di riso a un risveglio della politica e ho anche capito che anche quel minimo di resistenza al mainstream e alla banalità  finisce per aizzare gli ottusi a confermarsi nelle loro convinzioni ogni volta che esse siano apertamente contraddette dalla realtà e/o dalla logica. Questa è sostanzialmente la ragione per cui tutti i siti di informazione alternativa sono destinati a rimanere marginali e di nicchia nonostante i numeri che talvolta possono esibire. Questo senza tenere conto della folla di piccoli opportunisti che vogliono vendere tazze e libercoli scopiazzati per approdare alle stanze del potere o che tentano  campare in qualche modo del mugugno, tutta gente con la quale non ci vogliamo mischiare.

Quindi è venuto il momento di cambiare questa esperienza, tagliando la presenza sui social che sono ormai ridotti a una dialettica inconsistente, tossica e malata  perché in questo ambito quando l’inutilità diventa palese, la perseveranza diventa patetica. Ringrazio tutti quelli – anche se pochissimi e dunque di grande qualità come gli italiani hanno asserito a maggioranza- che hanno avuto la pazienza di seguire il Simplicissimus e che potranno continuare a leggerci sul blog, ma non più su Facebook o su Twitter. Non ci mancheranno le soddisfazioni, anche se purtroppo limitate alla miserabile schadenfreude di assistere alla rovina di chi pensa di vivere nel migliore dei mondi possibili o nel meno peggio dei mondi realizzabili.