I nuovi Balilla del fascismo sanitario

CronacaPolitica regionale, nazionale e internazionale

C’è un nemico invisibile
che si crede invincibile
ha la corona in testa
e chiunque lo detesta
se tutti ci impegneremo
questo nemico sconfiggeremo…

indossa sempre la mascherina
portala sempre ogni mattina
allarga le braccia dentro la stanza
e la misura della distanza
se queste cose ricorderai
tu al sicuro sereno sarai…

Anche se non siamo a carnevale
indossiamo una mascherina speciale
che non è per nulla spaventosa
ma è anzi una mascherina molto preziosa
ferma le goccioline saliva pericolose
che possono essere davvero dannose
perché contengono un virus malvagio
che ha diffuso un brutto contagio.

Non sappiamo chi sia l’autore di questo capolavoro di indottrinamento infantile, il creatore di inni per nuovi balilla della paura,  fiero l’occhio, svelto il virus, ma di certo non è affatto vero che non siano a carnevale, anzi ci siamo in pieno, perché non può essere che tutto questo nasca per un virus, o meglio un’ipotesi virale, che nel 99,6 per cento dei casi non dà alcun sintomo e la cui effettiva patogenicità non è ancora stata dimostrata, mentre l’unica cosa certa sono le manipolazioni statistiche ed emotive con cui si stanno mettendo nella galera del terrore le popolazioni umiliate e rabbiose nei confronti dei miracoli neoliberisti. E non ci sono solo le filastrocche, ma c’è anche il demenziale diario di Zaia, il raffinato intellettuale dei cinesi che mangiano i topi vivi, nel quale questi imbecilli vengono presentati ai bambini come supereroi. Un carnevale senza fine che dà luogo a perfetti assurdi, a misurazioni della temperatura con strumenti di infimo costo sulla cui taratura non giurerebbe nemmeno il diavolo e peraltro utilizzati da persone che non hanno la minima idea del problema. Per cui basta una misurazione sbagliata di qualche decimo di grado, magari poi inutilmente corretta da altre misurazioni per far scattare misure di allontanamento dalla scuola  e confinamento in quarantena. per arrivare alla chiusura dell’intera classe o della scuola.  E’ davvero un  carnevale quello dei banchi a rotelle e dei distanziamenti o del divieto di parlare a voce alta o di cantare perché diffonde troppe goccioline di saliva perché se anche fosse vero (e non lo è) che la distanza di sicurezza è un metro, in un ambiente chiuso come un’aula o un bus o una metropolitana le correnti d’aria che sono inevitabili non fosse altro che per le differenze termiche tra corpi e ambiente, spostano l’eventuale virus a distanze ben maggiori ed ecco perché la mascherina che per un virus è come la porta girevole del grand hotel o le altre eventuali precauzioni sono del tutto inutili a fermare la diffusione: infatti per l’influenza stagionale nessuno si sogna di usarle a tale scopo. Ma in compenso, siccome le finestre dovranno essere aperte ogni ora, avremo milioni di infreddature. E’ un carnevale che la “società della conoscenza” sia così ignorante, non dico dei problemi che riguardano il riconoscimento di un patogeno, il suo sequenziamento e i problemi posti dai test diagnostici che letteralmente sono privi di senso quando si tratta di microrganismi per così dire “emergenti”, cosa che smonterebbe immediatamente la pandemia, ma anche delle cose più ovvie ed evidenti da essere facilmente messa nel sacco da asini in camice bianco alla ricerca di facile protagonismo o costretti a portare il basto delle bugie o da avvoltoi che dalla pandemia hanno tutto da guadagnare in un modo o nell’altro. Ci vorrebbe molta più scuola per dare alla scuola un futuro.

Ad ogni modo è significativo che proprio la scuola pubblica sia l’epicentro di questo di questo crollo cognitivo essendo stata fin da subito l’obiettivo principale del sistema neo liberista, prima facendola scadere di qualità proprio per evitare che si fosse in grado di decrittare le parole d’ordine del potere, poi sottraendola al naturale compito di dare una cultura a tutti per essere ridotta ad addestramento al lavoro e alle sue nuove logiche schiavistiche e infine trasformata in luogo di volgare indottrinamento. Basta poco: in fondo l’infima filastrocca  dovrà servire per pochi giorni, fino alle elezioni regionali e al referendum, dopo di che si chiuderà di nuovo baracca e burattini per l’impossibilità di andare avanti con regole assurde e con l’assillo di una paura del tutto irragionevole anche dando per buoni  i numeri pur ampiamente manipolati della “pandemia” narrata, ma mai  ufficialmente dichiarata, cosa che viene nascosta come se fosse il quarto segreto di Fatima.  In questi mesi non si è fatto nulla (salvo qualche affare di banchi e mascherine) proprio nella prospettiva di costringere a regole così insensate messe a punto da esperti di prebende e merende pubbliche da rendere di fatto impossibile la continuazione dell’anno scolastico. E se all’inizio della narrazione pandemica si poteva dire che questo valeva per tutti i Paesi occidentali, che tuttavia poi hanno riaperto le aule dopo due mesi , adesso siamo l’unico che farà perdere due anni di scuola alle sue nuove generazioni. Saranno fuori da ogni competizione, ma in compenso sapranno recitare “Anche se non siamo a carnevale…”:  sono belle soddisfazioni.

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