Rivoluzione tecnica nel Bari che presenta le nuove divise d’ordinanza

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Foto: US Catanzaro

Nel giorno della presentazione delle nuove maglie che indosseranno i giocatori (molto belle), si segnalano alcuni importanti movimenti: il primo, in ordine temporale, è il passaggio di Kupisz, in prestito, alla Salernitana, quindi il doppio colpo, sotto certi aspetti parecchio atteso e dato per certo fino a stamattina, di Daniele Celiento e Carlo De Risio direttamente dal Catanzaro a cui il Bari verserà dei soldi senza contropartite tecniche, colpo che, però, deve essere ancora ufficializzato dal Bari in quanto, per ora, la società calabrese li ha solo lasciati liberi.

Se a questi ci aggiungiamo i due già arrivati in ritiro, Minelli e Andreoni, e i praticamente certi (sono già a Bari da tempo) D’Orazio, Candellone e Marras per i quali si attendono solo i responsi delle visite mediche e le immancabili pratiche burocratiche, dopo di che saranno ufficiali, allora si può già tirare una prima riga. Una rivoluzione in piena regola, molta roba, dunque, che va ad occupare posti carenti nella funzionalità del gioco di Auteri.

E sicuramente la rivoluzione non terminerà qui: in cottura c’è sempre la trattativa col Pordenone per far arrivare Ciurria a Bari con le contropartite di Scavone e Berra, trattativa che ha avuto uno stop in mattinata ma che potrebbe riaprirsi se solo le partii dovessero addivenire a ragionevoli pretese, e poi ce ne sono altre ancora per le quali è inopportuno darne notizia visto lo stato ancora embrionale delle stesse trattative.

Senza dimenticare il passaggio certo di Folorunsho alla Reggina e quello altrettanto probabile di Schiavone alla Salernitana, poi c’è Costa che sembra ad un passo dall’Entella (tramite Napoli), insomma possiamo parlare a tutti gli effetti di rivoluzione (ma anche evoluzione) tecnica.

Certo, alcuni dei giocatori del Bari vanno a giocare in B, un segnale inequivocabile che lascia aperta qualche considerazione come quella per la quale l’anno scorso si è, probabilmente, sbagliato qualcosa nel reclutamento in quanto occorrevano giocatori funzionali e pratici di serie C e non gente di categorie superiori nella convinzione che potessero far man bassa delle avversarie, tanto è vero che solo alcuni provenienti da categorie superiori – Antenucci, Di Cesare, Sabbione, Frattali e Perrotta, tanto per fare dei nomi – hanno dato quel qualcosa in più in termini di esperienza e di qualità, se ci si fa caso, il resto, pur impegnandosi molto, alcuni presi dalla B e dalla A, non hanno lasciato il segno, mentre le seconde linee (la panchina) non hanno dato quell’apporto determinante volto a cambiare a proprio favore un risultato negativo.

Qui nel Bari occorre gente di categoria, pronta alla “pugna”, capace di dettare i tempi di gioco che dovrà essere veloce, c’è bisogno di seconde linee che sappiano sovvertire il risultato in caso di necessità, di una panchina capace di raddrizzare la gara, e non come quella dello scorso anno che non è stata capace in tal senso.

La società, nel frattempo, anche per voce del suo Presidente, mantiene un profilo basso senza declamare obiettivi ma, sottotraccia è chiaro che l’imperativo è vincere il campionato senza troppi giri di parole.