Auteri – “E aveva un solco lungo il visso come una specie di sorriso”

Sport & Motori

Impressioni di settembre. Cantava la PFM. E noi proviamo a descriverne qualcuna sul nuovo allenatore del Bari. Auteri è un allenatore maniaco della perfezione, molto attento ai dettagli anche quello apparentemente più insignificante. Lui pretende che lo si rispetti e che vengano attuati ad litteram i suoi insegnamenti sia tecnici che tattici. Assomiglia un po’ ad Antonio Conte che, come lui, grida parecchio in campo. Mentre il Presidente De Laurentiis lo ha paragonato a Jack Nicholson, noi lo paragoniamo a Charles Demer, l’attore che impersona Bertrand Morane nel film di Truffaut, “l’uomo che amava le donne”, non tanto perché lui ama i suoi ragazzi, li invoglia a far sempre meglio – un amore professionale, probabilmente, corrisposto, tanto da cercare di averli tutti vicino soprattutto dopo gli allenamenti quando chiacchiera con loro, quando canta con Perrotta che suona la chitarra – quanto, sul campo, nel momento in cui insegna loro un certo tipo di calcio, e allora la musica cambia, si fa sul serio e non si guarda in faccia a nessuno. Un sergente di ferro anche se, introspettivamente, appare una figura un po’ disincantata, vagamente ironica ma di una tenerezza ed una malinconia disarmanti che trasudano da quel suo sguardo che nasconde vaghi solchi come una specie di sorrisi, per dirla alla De Andrè. Lui sa quel che vuole dall’alto della sua enorme esperienza di uomo navigato di calcio di serie C, molto preparato sotto l’aspetto tecnico e maestro nel lato umano. Col suo indistinguibile accento siciliano, in ogni sua parola si nasconde una lezione di moralità, pretende solo di essere seguito senza distrazioni. Un uomo leale tipicamente siciliano, schietto, che concede molto ma pretende tanto, e che senza panegirici se ha qualcosa da dire lo dice in faccia.

“La palla comanda” un refrain, il suo, sul campo, che rinvia quello più celebre di Helenio Herrera che gridava ai suoi giocatori interisti “taca la balla”. Ma i moduli sono diversi. “HH” metteva in campo il celebre “WM”, Auteri un più attuale 3-4-3 anche se, a causa della mancanza di materiale funzionale al suo credo, ha spesso schierato altri moduli. Grida a fin di bene.

Che dire. Sicuramente è un allenatore sui generis, diverso da quelli fin qui intravisti a Bari da almeno quarantanni, ovviamente non vuol dire che Auteri sia migliore di quanti son passati di qui, ma sicuramente è un allenatore particolare. Solo il campo sarà il giudice supremo. Nel frattempo auguriamoci che la squadra si completi come vuole Auteri, e che al più presto si trovi al coesione giusta, sia nello spogliatoio che in campo per cominciare bene, perché mai come quest’anno occorre cominciare a razzo, senza tante scuse, così come bisogna andare in serie B. Sempre tanti panegirici.

Buon lavoro, Mister.

Massimo Longo