Turismo delle radici / Abruzzo, alla scoperta degli eremi di Roccamorice

Diritti & Lavoro

PESCARA – Il piccolo borgo di Roccamorice (Pescara) è fedele custode di due veri e propri gioielli d’Abruzzo, al confine con il Parco della Majella e del Morrone: si tratta degli eremi sacri di Santo Spirito a Majella e di San Bartolomeo in Legio. Due luoghi dal sapore antico, incastonati sulle montagne, accanto a pareti rocciose con fitti boschi e scorci mozzafiato su tutta la vallata. Il primo degli eremi da visitare è quello San Bartolomeo in Legio, dove il mistico e il religioso si incontrano, consentendo al visitatore di godere appieno della pace che questi luoghi infondono. Scavato all’interno di una montagna, l’eremo era già abitato nel VI secolo da alcuni gruppi di eremiti che si erano rifugiati sulla Majella per sfuggire dalle incursioni arabe. Vi si accede attraverso due sentieri: il primo, scendendo da Valle Giumentina, consente di osservare l’eremo dal versante opposto, seppur mimetizzato nella roccia; il secondo, scendendo da Roccamorice, conduce nei pressi di una galleria scavata nella pietra, la quale termina nella zona antistante l’oratorio. Il punto di partenza consigliato è il sentiero che parte dall’Eco Museo del Paleolitico a Valle Giumentina nel comune di Abbateggio, per poi procedere verso l’Eremo al quale si giunge dopo circa 40 minuti di cammino facile, con molti tratti in discesa. Già dopo quindici minuti di strada, si può godere della vista dell’Eremo in lontananza, che si palesa pian piano in tutto il suo fascino. Anche questo, come quello di Santo Spirito, nel 1250 fu restaurato da papa Celestino V, che ne divenne uno degli ospiti più illustri. Qui si può ammirare una chiesa ricca di affreschi religiosi con una statua in legno, dedicata al santo. Il luogo di culto è frequentato dai devoti di tutta Italia, soprattutto in occasione della processione, quando centinaia di fedeli salgono fino all’Eremo. A sinistra dell’edificio principale, ecco una scala intagliata nella roccia che conduce a un panorama mozzafiato: da qui si può ammirare la parte più alta dell’eremo, dove c’è una croce, e dalla quale è possibile risalire per ripercorrere il sentiero che porta a Roccamorice. A circa 2 ore e 30 minuti dal borgo, si incrocia uno dei luoghi di culto più importanti della regione Abruzzo: è l’Abbazia di Santo Spirito a Majella. Realizzato prima dell’anno Mille, l’edificio fu ristrutturato dopo un lungo periodo di abbandono da Celestino V, giunto qui nel XIII secolo. Per accedere all’Abbazia è necessario attraversare un passaggio stretto e oscuro (e, per questo, molto suggestivo) che conduce dentro le stanze più belle dell’edificio, che ben definiscono, nella loro semplicità, lo stile di vita monastico medievale. Per chi desiderasse organizzare una vacanza anche all’insegna dello sport, nei pressi dell’eremo si trova un’area attrezzata, dove i più attivi potranno cimentarsi in adrenaliniche arrampicate sulla famosa Parete dell’Orso. Spazio anche per gli amanti della natura, i quali possono percorrere lunghe passeggiate o fare un po’ di trekking tra i sentieri naturali delle verdi colline abruzzesi nei pressi di Roccamorice.
COME ARRIVARE: In treno, con la Ferrovia Adriatica, che collega l’Abruzzo con le regioni costiere adriatiche. Con la Ferrovia Roma-Avezzano-Sulmona-Pescara, che collega l’Abruzzo con la capitale ed il Lazio. In aereo, l’aeroporto più vicino è quello di Pescara (circa 44 km da Roccamorice).
ALTRI LUOGHI DA VISITARE: La Basilica di Santa Maria di Collemaggio, situata nel capoluogo di regione L’Aquila, fu voluta alla fine del Duecento da Celestino V. Questa favolosa basilica vi conquisterà in ogni suo particolare: dal rosone, uno dei simboli della città, alla facciata, passando per i dettagli dei diversi portali. Riposante relax da affidare al lago di Scanno, “la perla d’Abruzzo”, incastonato nell’Alta Valle del Sagittario, con una natura selvaggia e incontaminata. Fuga poi verso la Costa Adriatica, in particolare nel tratto della provincia di Chieti, che offre scorci suggestivi, calette frastagliate e spiagge sassose ed è conosciuta come Costa dei Trabocchi, per le scenografiche palafitte da pesca che la caratterizzano.