Perché avviene tutto ciò?

Arte, Cultura & Società

Ciao a tutti!

Un piccolo grande appunto.

Forse non ho nulla da fare, oppure ho tanto da pensare?

Noto, con grande stupore, che sul web, sulla bestia tanto temuta dagli amanti del profumo della carta e da quei pochi sperduti che si sporcano con l’inchiostro, stanno spopolando, come fossero ciliegie mature da raccogliere quando gli alberi, visti da lontano, appaiono come enormi palle rosse, concorsi inerenti: poesia e scrittura  (romanzi, fiabe, racconti, ricette per la cucina, conti del supermercato, raccolte di punti delle stazioni di servizio, a volte anche raccolte di numeri telefonici, tutto è trend).

Tutto è divenuto mezzo di divulgazione della poesia e della letteratura.

Tutti, all’unisono, siamo divenuti intellettuali, esperti, oppure critici della letteratura nelle sue tante sfaccettature.

Ed ecco: III concorso letterario della città di… ; XV concorso nazionale di poesia di…;

CCCXXI e ultimo concorso internazionale (sì, perché in quella nazione c’è una crisi in atto, comunque, quest’anno ci riproviamo) di Istrnza (quasi ai confini tra Europa e fantasia). Per non parlare dei mille inviti che, giustamente, se sei consacrato in uno dei predetti concorsi, ricevi a iosa.

E Vai! Si ricevono email, telefonate, messaggi attraverso i social network.

E ancora: locandine che coprono le vetrine di negozi, manifesti che oscurano facciate di palazzi monumentali, e via dicendo.

A volte ti fermano per strada, con la scusa dell’indicazione stradale e ti propongono di partecipare al concorso di poesia del proprio cugino, del fratello dell’amico della sorella.

Mi chiedo: come mai accade tutto questo?

Improvvisamente siamo diventati tutti poeti e scrittori?

Fine della prima puntata dell’Odissea dell’amico del cugino intellettuale.

Guai a risvegliare il profondo sonno di Montale. Che voglia provarli tutti anche lui?

Giacomo Loiacono​

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