Dopo il successo di Sanremo, Bugo continua a stupire i suoi fan

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Annamaria Iannelli della nostra redazione intervista Bugo.

Dopo la celebrità acquisita sul palco dell’Ariston, Cristian Bugatti, in arte Bugo ha in mente nuove canzoni. Sul suo profilo Instagram, qualche giorno fa il cantante ha dichiarato: “Il tridente d’attacco. In lavorazione nuove fantastiche canzoni per voi.”. Nell’attesa di nuovi progetti lavorativi, la canzone “Mi manca” in collaborazione con Ermal Meta ha letteralmente conquistato i fan (1,8 mln di visualizzazioni), al punto da divenire uno dei tormentoni estivi. Un brano dal tono nostalgico, perfettamente attuale, interpretato con la dovuta sensibilità, i veri intenditori non possono che aver percepito queste sensazioni. In un’intervista, l’artista ha raccontato minuziosamente il significato della canzone “Mi manca”. 1) Fra i tanti tormentoni estivi, “Mi Manca” è una canzone che si differenzia per il testo attuale e malinconico. Durante la sua interpretazione che tipo di emozioni ha provato? caratterialmente si definisce un tipo nostalgico? “Mi Manca” è stata scelta come singolo in un momento particolare per l’Italia, e per il mondo intero: l’arrivo del Coronavirus. Dopo “Sincero”, il singolo sanremese, non mi andava di uscire con un brano “troppo frizzante e allegro”. Così abbiamo scelto “Mi Manca” e l’abbiamo presentata durante l’Edizione Straordinaria del Concertone del Primo Maggio, in pieno lockdown. Non potevo restare indifferente davanti a quello che stava accadendo nel mondo. La scelta quindi è stata motivata da un desiderio di empatia con questa umanità messa a dura prova, con tutte le cose che ci mancavano e ancora ci mancano. Il mio è un invito a collegare tutti coloro che possono condividere un ricordo, attraverso quella grande forza che è la nostalgia. Potrei definire “Mi Manca” un tormentone emotivo. Capisco la voglia di divertirsi e di svagarsi, che è tipico dell’Estate, ma non possiamo far finta che il COVID19 non esista più. Il brano quando è stato composto ha avuto da subito un effetto dirompente su di me; sapevo di avere in mano una canzone forte. Nella mia carriera mi è successo in altre occasioni, ad esempio con “Comunque io voglio te” come con “Che diritti ho su di te”. Ti rendi conto subito quando una canzone è speciale. Io non mi definisco un tipo nostalgico, però a 47 anni ci sta ricordarsi della propria infanzia e cantarla. 2) Dopo il successo di “Mi manca”, abbiamo appreso che in lavorazione ci sono nuove canzoni. Nel prossimo futuro ha intenzione di instaurare altri rapporti di collaborazione o di proseguire la sua carriera autonomamente? ci può svelare quali sono i suoi prossimi progetti? Ho iniziato a lavorare su nuove canzoni proprio durante il lockdown. Avevo molto tempo a disposizione così mi ci sono dedicato; non potevo fare concerti, quindi cos’altro potevo fare? È stato un periodo fruttuoso e stimolante. Proprio in virtù di ciò ho invitato anche i giovani a dedicarsi a ciò che più amavano e soprattutto a non abbattersi. Le collaborazioni nascono se arrivano le idee adatte. Io sono una persona aperta a tutto che prende in considerazione ogni eventualità. In passato ho collaborato con produttori anche molto diversi tra loro, quindi staremo a vedere senza alcuna preclusione.       Nel prossimo futuro continuerò a tenere la mente attiva, perché con il Coronavirus ancora protagonista della nostra quotidianità, bisogna essere pronti a tutto.    3) Dall’inizio di gennaio a oggi, la sua notorietà è aumentata, non si può negare che il festival di Sanremo ha contribuito a diffondere il suo talento. Se pensa al Bugo di qualche anno fa, che tipo di evoluzione musicale c’è stata?  Qualsiasi Artista cerca di partecipare al Festival per aumentare la propria notorietà; è stato così in passato e sempre lo sarà. La vetrina di Sanremo è enorme, anche oltre la parte televisiva di quei giorni e quasi tutti i grandi della musica ci sono passati. Non capisco chi partecipa al Festival “per gioco”. Sanremo non è un gioco: è uno dei momenti più importanti della carriera, uno snodo fondamentale. Vedi Vasco Rossi nel 1983 con “Vita Spericolata” e ancor prima Domenico Modugno nel 1958 con “Nel blu dipinto di blu”. Il Festival di Sanremo permette di farti conoscere ad una platea vastissima, mette in luce il personaggio e la sua musica. Io sono molto contento di avervi partecipato dopo 20 di carriera, in cui la mia musica ha seguito rotte sempre diverse, dal rock, al pop all’elettronica. Ora la gente se vuole può conoscere tutta la mia storia dagli esordi ad oggi e noto in questo tanto entusiasmo; mi scrivono molti giovani, molti nuovi fan contenti di aver scoperto la mia musica, anche quella passata. 4) Nel video di “Mi Manca” troviamo Ambra Angiolini, che compare in bianco e nero in un profondo e suggestivo primo piano. Ci può raccontare come è natalasintonia con l’attrice? L’idea di coinvolgere Ambra mi è venuta una sera in cui stavo pensando come realizzare il videoclip. Cercavo un idea forte e così ho pensato ad un volto, ad un volto femminile, il volto di Ambra, che amplificasse con le sue espressioni il messaggio della canzone. Due voci maschili, la mia e quella di Ermal Meta, legate da una presenza femminile, mi sembrava l’idea più forte e sensata per creare quell’empatia di cui parlavo prima a proposito di “Mi Manca”. Ambra è stata fantastica! Si è messa in gioco e questo le rende onore, perché non è facile interpretare una canzone come ha fatto lei.     Per chi non avesse ancora ascoltato “Mi manca”, ecco il link della canzone: https://youtu.be/ct73gh49GIY Annamaria Iannelli