La Puglia dei beni culturali rischia la chiusura per mancanza di personale e i disoccupati specializzati aumentano

Cultura & Società

Pierfranco Bruni

C’è un serio rischio che se non verranno prese delle decisioni immediate alcune strutture del Mibact sul territorio verranno chiuse o accorpate. Manca il personale sia scientifico che tecnico.

Mancano gli addetti alla funzionalità della valorizzazione e promozione della cultura. Eppure i dirigenti  e il ministro del mibact conoscevano da tempo questa situazione. Invece di spaccare e impacchettare e spacchettare gli uffici centrali e periferici avrebbero dovuto pensare a far funzionare seriamente la progettualità culturale.

Ora nessuna polemica. Bisogna far funzionare il funzionale con l’assunzione immediata di personale.
In Puglia va assunto del personale con urgenza se non si vuole far chiudere tutte le attività legate ai beni cultuRali.

Se il Ministero, Mibact, è latitante devono essere le Regioni e gli Enti locali a sopperire. Con Progetti, collaborazioni di esperti e giovani laureati, con incarichi e con il mondo dell’associazionismo.

Nell’arco massimo di due anni,  dalle aree archeologiche alle biblioteche, dagli archivi ai monumenti, dalle arti alle etnoantropologie dalla tutela alla valorizzazione, la Puglia diventerà un vero e proprio deserto. Le strutture saranno costrette a chiudere. Ma Ministero e Regioni queste cose le conoscevano da anni.

Occorre un Progetto articolato tra Economia e Cultura. Dove il Ministero non può definire deve essere la Regione a mettersi in moto. Sia attraverso il collegamento con il Titolo V della Costituzione sia attraverso il consueto decreto del Presidente del Consiglio. La Puglia dei beni culturali rischia la chiusura di sedi del mibact per mancanza di personale mentre i disoccupati specializzati aumentano

Si rischia gravemente. Bisogna darsi da fare con urgenza.