Emergenza Covid: da edilizia a bici, i bonus senza tetto di reddito

Diritti & Lavoro

ROMA. – L’emergenza Covid, e l’urgenza con cui il governo è intervenuto nella fase più drammatica per arginarne gli effetti sociali ed economici oltre che sanitari, ha portato a distribuire una serie di bonus ‘a pioggia’ diretti a tutta la popolazione, senza alcun limite di reddito.

Il caso più emblematico sono proprio i 600 euro agli autonomi, ma non sono l’unico. Il contributo a favore di professionisti e partite Iva è nato con il decreto Cura Italia di marzo per dare un aiuto – immediato – a chi con il lockdown si è trovato improvvisamente senza alcuna entrata.

L’obiettivo del governo, come spiegato dal sottosegretario all’Economia, Antonio Misiani, è stato proprio quello di agire il più rapidamente possibile, evitando passaggi burocratici che durante la chiusura nazionale avrebbero probabilmente allungato anche i tempi di distribuzione del beneficio. Un approccio che ha riguardato anche la sospensione delle tasse, generalizzata per tutti, ma accompagnata dai ripetuti appelli del governo a continuare a pagare per chi fosse stato in grado di farlo.

Non è stato posto alcun tetto di reddito nemmeno al bonus baby sitter, anch’esso da 600 euro (1.000 per i lavoratori della sanità), destinato a lavoratori dipendenti e autonomi come alternativa al congedo parentale. Universali anche l’indennità da 500 euro per i lavoratori domestici introdotta con il decreto Rilancio e, a livello di reddito, il bonus per biciclette e monopattini, non ancora attivo, ma destinato a coprire il 60% della spesa per un massimo di 500 euro. Gli unici limiti sono nell’età dell’acquirente (18 anni) e nella residenza (Comuni con almeno 50.000 abitanti).

Destinata a tutti un’altra delle misure simbolo della lotta all’effetto Covid, il superbonus al 110% inserito nel decreto rilancio, che rivede, corregge e amplia ecobonus e sismabonus degli anni passati. I paletti non stanno nella ricchezza o meno dei beneficiari ma nel miglioramento della classe sismica ed energetica (almeno due) degli edifici grazie alle ristrutturazioni agevolabili.

Esistono poi limiti di spesa per i singoli interventi, variabili a seconda delle dimensioni degli edifici. Richiedono invece requisiti specifici il bonus affitti (credito d’imposta al 60% sui canoni di locazione per chi ha subito una diminuzione di fatturato di almeno il 50% e non supera il limite di 5 milioni di euro di ricavi nel 2019) e il contributo a fondo perduto per i contribuenti che nel 2019 hanno conseguito un ammontare di ricavi e compensi non superiore a 5 milioni di euro e che ad aprile hanno registrato un fatturato inferiore ai due terzi rispetto ad aprile 2019.

Guardando alle legislazione pre-emergenza Covid non sono molti gli esempi di bonus senza tetto di reddito: lo aveva il bonus asili nido introdotto con la legge di bilancio 2020 (da 1.500 euro a 3.000 in base all’Isee dei nuclei familiari), lo avevano invece un’altra misura dell’esecutivo Renzi, il bonus 18/enni, a favore di tutti gli acquisti ‘culturali’ dei ragazzi.

Nella versione 2020 anche il bonus bebè è diventato universale ma ponderato in base ai livelli Ionus sociali sulle bollette di luce e gas, così come la misura simbolo del governo Renzi, il bonus 80 euro (che proprio bonus non era al di là della definizione) ampliato poi con il taglio del cuneo fiscale deciso con la scorsa legge di bilancio.

(di Mila Onder/ANSA)