Risate d’inverno

Cultura & Società

di Lidia Coluccia

Nel mondo più sbagli e più impari. Tutti noi in questi mesi abbiamo sbagliato ma cosa abbiam imparato? Che senza qualcuno che ci afferri la mano ci sentiamo inutili e fragili. Resta tutto in bilico tra il tornare a com’era prima e far passi indietro, passi falsi e giganti. L’estate finirà prima o poi, ce la stiamo godendo col sorriso al massimo non per trasgredire le regole ma perché il nostro futuro a settembre è triste ed incerto. Cosa faremo? Dove andremo? Tra il dire ed il fare c’è un mare di squali.

Arriverà l’autunno e con esso le foglie che cadono, ed anche i nostri volti. Cadremo in un limbo di solitudine. Molti lo negano, ma abbiamo bisogno di quel posto pieno di studio che in realtà chiamiamo casa. Casa è qualsiasi luogo laddove ci siano persone che ti facciano star bene. La nostra vera casa l’abbiamo visitata troppo. Un po’ come i musei, appena solchi l’entrata è tutto meraviglioso, reperti storici di ogni tipo che ti catapultano dritto al passato, ma dopo che li hai visitati tutti e per numerosi mesi ti rendi conto che nel passato non bisogna restarci, viviamo nel presente per una ragione. Che presente è mai questo? Un tempo in cui le mura si alzano per non farci uscire da questa gabbia. Per otto mesi l’anno si pensa che gabbia sia quella scuola così noiosa che frequentiamo. Ma che poi tanto noiosa non è se abitata da persone che ti strappano un sorriso, una lacrima a volte, oppure un brutto voto. Cosa importa? Diciamocela questa verità, che tra quelle mura vogliamo tornarci. Vogliamo riavere un motivo per alzarci la mattina, riprendere la nostra quotidianità così stancante quanto piacevole. Quanti di noi si sono fatti degli amici fantastici proprio lì dentro? Quanti di noi vorrebbero rivederli? E quanti non vorrebbero perderli?

Non saranno dei go-kart senza sottobanco quel motivo per tornare. Ma il piacere che avremmo nel guardare negli occhi la vita di ognuno che cammina per i corridoi, o la vita del compagno di banco. Se ci vengono tolte queste piccole gioie cosa ci resta?

Dopo l’autunno arriverà l’inverno con le prime ondate di freddo che ci spingono a riscaldarci nelle braccia di qualcuno, nelle parole di qualcuno, nei termosifoni vicino a qualche aula. Chiuderemo le finestre e apriremo gli occhi. Vedremo le nostre risate d’inverno svanire ad ogni metro tolto dalla libertà.

Perché anche la neve più fredda e solida si scioglierà e darà vita alla primavera. Una rinascita che aspetteremo ogni anno. Aspetteremo a far sbocciare i nostri animi gelidi. Con un rapido gesto accarezzeremo quei fiori.

Tempo. È questo che vogliamo. Tempo per tornare, per incontrare, sorridere, dimenticare. Tempo per capire, per parlare, piangere, ricordare. Tempo per riavere la nostra gioventù, anni che una volta persi non tornano più.

Vogliamo il nostro tempo per vivere quelle risate stagionali.

Lidia Coluccia