Pesca e agricoltura per rendere la Puglia competitiva nelle politiche internazionali

Cronaca

Pierfranco Bruni

Agricoltura e pesca sono le due economie sostenibili all’interno di un processo territoriale  in cui la Puglia può trovare realmente quella via della Seta che tocca strutture e sistemi innovativi e di comparazione tra produzione e commercio.

La Puglia, in una visione geo morfologica, può diventare realmente il vero centro di una politica  economica unica, che è sostenibile sia in termini ambientali sia in termini di risorse vocazionali.

Il legame tra produzione e commercializzazione è il perno centrale attraverso il quale lo sviluppo economico diventa un trainare tutto il Sud in una nuova capacità di investimento.

Sono risorse vocazionali e in quanto tali trovano il favore della geo locazione. Su questi ambiti bisogna cercare le soluzioni per spaccare centralmente una crisi di esportazione che paralizza anche il commercio interno.

È naturale che sono due ambiti diversi di una stessa medaglia però. Questo è un assist che entrerebbe nella deprecabile disoccupazione nuova, avanzata e di ritorno e farebbe della puglia la concreta eccezionalità.

Per fare questo però la Regione deve assumere il ruolo centrale con il compito di capofila tra Stato Regioni e realtà internazionali.

L’economia si costruire con le risorse vocazionali rendendole priorità in un assetto di economie competitive. È su questo che bisogna battere i tasti e non mollare.

Se si si costruisce una politica che sappia guardare alla innovazione della terra e del mare la Puglia diventerà la Regione principe.