Il Bari prova a smaltire la delusione gettando le basi per il futuro

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Alzi la mano chi, nella vita, non ha mai subìto una delusione. Tutti noi, comuni mortali, ne abbiamo subite. Delusioni sul lavoro, d’amore, professionali, sportive, tra amici, insomma le varietà non mancano. E non esiste un’età per esserne immuni. Poi, magari, c’è chi la somatizza in fretta, ma c’è anche chi non riesce a farlo, dipende dalla sensibilità del deluso. La delusione è un cocktail micidiale di sentimenti entro i quali si intravedono bucce di tristezza, un paio di cucchiaini di rabbia, due spicchi di amarezza ed una inevitabile dose di mestizia e di tristezza. La delusione, così come accaduto nella tifoseria del Bari ma in genere anche nella società biancorossa, fa crollare il mondo addosso come se il mondo avesse quattro pareti verticali e due orizzontali che ti crollano in testa fino a renderci impotenti e rassegnati. E allora non rimane altro che reagire, accettare la realtà e la sconfitta, e cominciare a sperare di rivedere il mondo crollato rinascere sotterrando le illusioni, dimenticando tutto e provare ad andare avanti anche se con l’animo ferito.

Tutto ciò è trapelato dai messaggi che alcuni giocatori del Bari hanno lasciato sui propri profili web in relazione alla delusione di Reggio Emilia, e da ognuno di loro è apparsa chiara la delusione, lo scoramento ma anche la voglia di reagire e di ricominciare, così come lo sarà anche nell’animo di De Laurentiiis che, sicuramente, non ne sarà rimasto esente.

Il Bari, dunque, prova a smaltire la rabbia e la delusione e nel contempo prova a scrutare il futuro dal quale si intravede una nitida serie C e lievi e sfuocati bagliori di serie B. E se, come tutto lascia intendere, si dovesse rimanere in serie C, la lotta tra le pretendenti sarà agguerrita tenuto conto che le pretendenti si chiameranno Palermo, che sicuramente non vorrà fare la parte della semplice neo promossa col traguardo di una rassicurante salvezza, Catanzaro, che sbandiera qua e là intenti bellici, sportivamente parlando, Avellino, che con il nuovo allenatore Braglia ed il cambio di proprietà si assetta tra le pretendenti alla promozione diretta, Catania, anch’esso alle prese con cambio di presidenza e che, grazie al suo blasone, potrebbe (anzi sicuramente potrà) lottare per la promozione, senza dimenticare il Monopoli che da qualche anno, ormai, è diventata una realtà e prima o poi se continua di questo passo, la B non sarà per la società del gabbiano una chimera. E poi le puntuali, solite, outsider che sicuramente daranno fastidio alle pretendenti. Sicuramente ne usciranno una-due al momento indecifrabili. La Ternana ed il Teramo dovrebbero emigrare nel girone B semmai dovessero scendere in C Cosenza e Trapani.

Poi c’è il caso la Juve Stabia che è a forte rischio permanenza in B a prescindere dal risultato maturato sul campo. Alla Procura federale, infatti, sarebbero state segnalate alcune irregolarità nel pagamenti, fatti, però, smentiti dal presidente. La proprietà del Bari, comunque, è alla finestra in attesa di eventi anche perché, solo in questo caso, per il Bari potrebbe aprirsi una varco per il ripescaggio, ma è bene non illudere nessuno perché non è il caso.

E se, come si presume, si dovesse giocare ancora n serie C, la dirigenza barese si dovrà far trovare pronta a formare un gruppo capace di arrivare alla promozione diretta, perché – inutile nasconderlo – avversarie forti a parte, questo è e sarà l’unico obiettivo, fallirlo ancora sarebbe traumatico e deleterio per tutto l’ambiente,ne risentirebbe anche il progetto della società che ha già speso decine di milioni e che tanti ancora ne spenderà per questo nuovo torneo.

Bisognerà organizzare una rosa pressoché perfetta, con pochissimi margini di errore, una rosa possibilmente già pronta per il ritiro senza aspettare il consueto “gong” dell’ultimo minuto della fine del calcio mercato. La squadra deve essere bella e pronta sin dal primo giorno del ritiro e, magari, se capiterà l’occasione valida, eventualmente innestarla con qualche giocatore che ne elevi il tasso qualitativo, ma soprattutto occorrerà dirigere le attenzioni su giocatori affamati, giovani, ma anche giocatori di categoria, che abbiamo dalle 100 alle 200 presenze tra B e C lasciando stare la serie A se non per trovare cloni di Antenucci, cosa alquanto difficile.

De Laurentiis, si prenderà qualche altro giorno di riflessone, dopo di che si incontrerà con Vivarini per capire se sarà il caso di proseguire l’avventura insieme o lasciarsi da buoni amici, dopo di che si cominceranno le valutazioni sui singoli calciatori da cui scaturiranno quelli che faranno parte del progetto e quelli a cui verrà dato l’addio. Sicuramente la prima mossa che bolle in pentola è il prolungamento del contratto a Simone Simeri il cui infortunio, sebbene problematico, è meno serio del previsto: basteranno tre settimane per smaltire il tutto, giusto in tempo per farsi trovare pronto per il ritiro estivo che si svolgerà in qualche località dell’Abruzzo o delle Marche.

Massimo Longo