Perché il debito pubblico italiano preoccupa tanto l’Europa

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Il nuovo record raggiunto a maggio è la ragione principale della diffidenza dei “frugali” e della complessità del negoziato sul Recovery Fund

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AGI – L’alto debito pubblico italiano non è solo da oggi fonte di forte preoccupazione per l’Europa e suona come un campanello d’allarme per i cosiddetti Paesi ‘frugali’, che oggi temono che finanziare l’Italia con risorse a fondo perduto sia un po’ come gettare soldi in un pozzo senza fondo. Alla fine dello scorso anno il nostro debito pubblico si attestava al 135% del Pil (in epoca pre-Covid dunque) e valeva circa 2.410 miliardi di euro. Alla fine del 2020, dopo aver fatto i conti con la crisi pandemica, probabilmente esploderà tra il 160% e il 170%. Secondo gli ultimi dati diffusi da Bankitalia, a maggio il debito pubblico è volato a 2.507,6 miliardi e ha registrato un nuovo massimo storico. Si tratta di un aumento di 40,5 miliardi rispetto ad aprile, quando fu pari a 2.467 miliardi. E su maggio 2019 l’incremento sale a 175,7 miliardi.

Il ‘sorvegliato speciale’ delle agenzie di rating

Il debito pubblico resta ‘sorvegliato speciale’ delle principali agenzie di rating. Ad esempio Fitch, dopo il taglio di aprile, ha deciso di confermare il rating dell’Italia a BBB-, allineandosi alla valutazione di Moody’s che ci aveva dato un Baa3 (ultimo scalino prima del livello Junk, ovvero ‘spazzatura’). Gli analisti hanno spiegato nelle motivazioni che “il debito pubblico italiano molto elevato e la crescita economica strutturalmente debole” continueranno a pesare sul rating. 

Fmi: debito pubblico mondiale record in 2020 a 101,5%

Secondo le ultime stime del fondo monetario internazionale, il debito pubblico mondiale raggiungerà il massimo storico nel 2020: raggiungerà quest’anno il 101,5% del Pil mondiale, più di quanto non fosse alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Tuttavia il Fondo ritiene che i governi dovrebbero essere “cauti” nel tagliare la spesa per le loro economie troppo presto, o c’è il rischio di far deragliare la ripresa. La crisi sanitaria e le chiusure degli affari per contenere la diffusione di Covid-19 hanno richiesto “una massiccia risposta fiscale” di quasi 11.000 miliardi di dollari per aiutare a sostenere le famiglie e prevenire i fallimenti”, hanno osservato gli economisti del Fondo. “Ma la risposta politica ha anche contribuito a far sì che il debito pubblico globale raggiungesse il suo massimo livello nella storia registrata, con oltre il 100 percento del Pil globale, in eccesso rispetto ai picchi del secondo Dopoguerra”.

Che cos’è il debito pubblico

È il debito contratto da uno Stato per poter far fronte ai propri bisogni e necessità. I ‘creditori’ dello Stato sono tutti quei soggetti – dalle istituzioni alle società passando per banche, privati e Stati esteri – che lo hanno finanziato in qualche modo. È grazie al debito pubblico che lo Stato riesce a finanziare la propria crescita economica, a pagare i servizi che offre ai cittadini. Tra gli strumenti più utilizzati con i quali uno Stato finanzia il proprio debito pubblico ci sono quelli legati all’emissione di obbligazioni a medio-lungo termine o a breve scadenza. Un Governo che sa ben gestire il debito pubblico contribuisce in modo attivo alla crescita dell’economia del proprio Paese.