Il management del paziente con emicrania: patient journey e motodiche di approccio

Benessere & Medicina

Responsabile scientifico:

Prof.ssa Maria Trojano, Direttrice Dipartimento di Scienze mediche di Base, Neuroscienze e Organi di Senso – Università degli studi di Bari

Colpisce il 12% della popolazione mondiale, in Italia ne soffrono il 9% degli uomini e il 18% delle donne, nelle quali gli attacchi sono più severi, più lunghi e più disabilitanti e con più sintomi associati. Parliamo della emicrania, patologia che l’Organizzazione mondiale della sanità classifica tra le principali malattie che causano disabilità e prima causa di disabilità sotto i 50 anni.

Cura, prevenzione e organizzazione della presa in carico del paziente affetto da emicrania sono stati i temi cardine al centro dell’evento “Il Management del paziente con emicrania: patient journey e metodiche di approccio” che si è tenuto il 16 luglio con la direzione scientifica della professoressa Maria Trojano, Direttrice del Dipartimento di Scienze mediche di base, Neuroscienze e Organi di Senso dell’Università degli Studi di Bari,  con l’organizzazione di Santitanova e il contributo non condizionato di Lilly.

“Nella nostra regione sono 500mila i pazienti che soffrono di emicrania di cui 12mila hanno cefalea cronica – ha sottolineato Maria Trojano – stiamo parlando di una patologia invalidante con un forte impatto sociale in termini di qualità di vita, depressione associata, scarsa qualità del sonno, perdita di giornate di lavoro. L’attenzione nei confronti del tema è molto alta e ora il momento è favorevole: l’Aress sta lavorando alla costituzione di una rete ospedaliera e territoriale, alla definizione di percorsi diagnostico-terapeutici dedicati e a breve avremo a disposizione farmaci che ci permettono di fare prevenzione e di intervenire, per i soggetti selezionati sulla base delle caratteristiche della patologia, proprio sulla possibilità di migliorare la qualità di vita”.

Proprio di rete e di percorsi diagnostico terapeutici ha parlato Giovanni Gorgoni, Direttore di Aress Puglia: “Noi pensiamo per unità integrate di cura perché il principio ispiratore è avere una sanità basata sul valore. Sul tema delle emicranie per la grande quantità di cittadini coinvolti, per la capacità della nostra regione di essere polo di attrazione, per la complessità dell’approccio multidisciplinare richiesto è quanto mai necessario disegnare percorsi aderenti alle realtà delle esigenze del paziente”.

“Stiamo all’alba di una nuova stagione – ha detto Ettore Attolini, Responsabile Area Programmazione Aress Puglia – proprio l’8 luglio il Senato ha approvato un disegno di legge che riconosce la cefalea cronica, anche nella forma dell’emicrania, una malattia invalidante. Ma il nostro lavoro in Puglia su questo argomento viene da lontano e si basa su concetti e procedure di multidisciplinarietà, integrazione ospedale-territorio e personalizzazione delle cure”.

L’emicrania colpisce anche i bambini: è tra i primi 5 problemi di salute in età pediatrica e la prevalenza nella popolazione scolastica è del 10-20% con progressivo aumento dell’età.

L’attenzione oggi è concentrata sull’uso dei nuovi farmaci capaci di prevenire l’emicrania e che ad oggi sono stati somministrati a soggetti con caratteristiche specifiche di patologie: “l’esperienza ci riporta un elevato grado di soddisfazione da parte dei pazienti – hanno sottolineato neurologi ospedalieri e territoriali – a tutti i pazienti seguiti a livello globale e direttamente coinvolti nel processo di cura viene chiesto di valutare la propria qualità di vita con risultati che a oggi risultano soddisfacenti”.

In Europa è stato calcolato che l’emicrania costa 111 miliardi all’anno tra costi diretti, indiretti e intangibili. “Ma l’introduzione di nuovi farmaci ha mostrato una riduzione dei costi nella analisi di budget impact  – ha detto Mauro De Rosa, Dipartimento del Farmaco Università Piemonte Orientale. Si tratta di una analisi molto complessa sviluppata tenendo conto che l’emicrania è una patologia con un notevole impatto sia sui costi diretti (ospedalizzazioni- visite specialistiche – accessi al pronto soccorso – visite del medico di medicina generale) sia sociale in particolare se ci si riferisce ai giorni di lavoro persi che rappresentano la parte più importante di questa categoria di costi per tale patologia. Il numero di giorni al mese con sintomi di emicrania recuperati con l’utilizzo di Galcanezumab, presenti in alcuni studi, permette di evidenziare come, considerando anche i costi sociali, l’introduzione di Galcanezumab nel mercato di riferimento genera, nel corso degli anni, una riduzione dei costi rispetto ad uno scenario senza”.