Rapporto Dia: l’impatto della pandemia e’ un’opportunita’ per le mafie

Politica regionale, nazionale e internazionale

La “paralisi economica” provocata dalla crisi del coronavirus puo’ aprire alle mafie “prospettive di arricchimento ed espansione paragonabili a ritmi di crescita che puo’ offrire solo un contesto post-bellico”. E’ l’allarme contenuto nella Relazione semestrale della Dia inviata al Parlamento, secondo la quale la pandemia offre alle organizzazioni criminali la possibilita’ di mettere le mani su aziende di medie e grandi dimensioni in crisi di liquidita’. Lo stesso documento indica che nel 2019 sono stati sciolti per infiltrazione mafiosa 51 enti locali, il numero piu’ alto dal 1991, anno di introduzione della normativa che permette questi interventi.

La ”paralisi economica” determinata dall’emergenza Covid ”può aprire alle mafie prospettive di espansione e arricchimento paragonabili ai ritmi di crescita che può offrire solo un contesto post-bellico”. E’ quanto si legge nella relazione semestrale della Dia inviata al parlamento, riferita al 2° Semestre 2019 ma con un capitolo dedicato all’emergenza Covid. Si profila così un ”doppio scenario”. ”Un primo di breve periodo, in cui le organizzazioni mafiose tenderanno a consolidare sul territorio, specie nelle aree del Sud, il proprio consenso sociale, attraverso forme di assistenzialismo da capitalizzare nelle future competizioni elettorali”. E ”un secondo scenario, questa volta di medio-lungo periodo, in cui le mafie – specie la ‘ndrangheta – vorranno ancor più stressare il loro ruolo di player, affidabili ed efficaci anche su scala globale. L’economia internazionale avrà bisogno di liquidità ed in questo le cosche andranno a confrontarsi con i mercati, bisognosi di consistenti iniezioni finanziarie”. ”Non è improbabile perciò che aziende anche di medie-grandi dimensioni possano essere indotte a sfruttare la generale situazione di difficoltà, per estromettere altri antagonisti al momento meno competitivi, facendo leva proprio sui capitali mafiosi. Potrà anche verificarsi che altre aziende in difficoltà ricorreranno ai finanziamenti delle cosche, finendo, in ogni caso, per alterare il principio della libera concorrenza”, si legge.