Lo Stato entra in Autostrade. De Micheli: nessun esproprio

Diritti & Lavoro

Lo Stato entra in Autostrade. Il passo indietro dei Benetton favorisce l’accordo: ingresso di Cdp con il 51%, entro un anno Aspi sara’ una public company. Revisione della concessione ma niente revoca. Da Aspi 3,4 miliardi di risarcimenti e l’accettazione della disciplina tariffaria introdotta dall’Autorita’ di regolazione dei trasporti. Aspi rinuncia inoltre a tutti i giudizi promossi in relazione alle attivita’ di ricostruzione del ponte Morandi. Cdp avviera’ entro il 27 il percorso per l’uscita progressiva dei Benetton, prima al 10-12% dell’azionariato poi con un’ulteriore diluizione. Soddisfatto Conte, il ministro De Micheli assicura: “Non c’e’ nessun esproprio. C’e’ una soluzione industriale che evita la revoca della concessione ad Aspi. Abbiamo previsto un accordo per un’alternativa all’attuale governance”.

E’ finita così, con il governo che e’ riuscito a scongiurare la revoca della concessione ad Autostrade accogliendo l’offerta di Atlantia di un pacchetto di risarcimento di 3,4 miliardi per il crollo del Ponte Morandi e la possibilita’ per la Cassa depositi e prestiti di diventare azionista di riferimento attraverso un aumento di capitale compreso tra 3 e 4 miliardi. Per far uscire i Benetton dalla nuova societa’ Autostrade la loro partecipazione dovra’ scendere dall’88 per cento di oggi a meno del 10 per cento, cosi’ da non avere piu’ diritto a un posto in consiglio d’amministrazione. E per ottenere questo risultato non bastera’ semplice ingresso al 33 per cento di Cassa depositi e prestiti, ma anche quello di nuovi soci privati ancora non meglio definiti. Quello che non si sa ancora, pero’, e’ il prezzo della vendita delle quotazioni di Aspi detenute da Atlantia. I 3,4 miliardi di euro e’ il costo di indennizzo, alla quale bisogna aggiungere il prezzo per l’acquisto delle azioni sulla base del valore di Aspi, il vero nodo che dovra’ ora essere sciolto per capire il peso di tutta l’operazione. Prezzo che secondo alcune valutazioni potrebbe oscillare tra i 5-10 miliardi, con un incasso per i Benetton che potrebbe oscillare tra i 3 e i 6 miliardi di euro, numeri pero’ tutti da verificare.

Poi c’e’ il debito della societa’, circa 10 miliardi di euro, di cui dovra’ farsi carico la nuova societa’ e quindi i nuovi soci. L’aumento di capitale che portera’ alla nuova societa’ e’ vincolato all’impegno di non distribuire dividendi per almeno due anni. E poi ci sono le incertezze sulle tempistiche per il passaggio del controllo allo Stato di Autostrade. Secondo indiscrezioni per il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri serviranno tra sei mesi e un anno per chiudere definitivamente la partita.