Sava (Ta): madre e figlio arrestati per spaccio

Cronaca

I due, madre e figlio, sono stati arrestati per spaccio di droga: cocaina e hashish.

Per loro è stato effettuato l’arresto.

La donna ha 47 anni e il figlio 25, insieme preparavano le dosi e accoglievano i consumatori. Questa sorta di attività di spaccio avveniva al piano terra di una palazzina al centro di Sava, piccolo paese in provincia di Taranto.

I due sono stati arrestati la polizia e secondo le indagini il figlio aveva il compito di preparare le dosi da vendere e la madre accoglieva i loro clienti presso la propria abitazione.

Ma la polizia antidroga aveva monitorato i movimenti illegali dei due e presto ha deciso di intervenire. Lo stesso giorno in cui si sono recati la donna è stata subito bloccata vicino al cancelletto di casa, mentre il figlio era intento a preparare i pacchetti.

Quando la squadra mobile setaccia l’abitazione vengono ritrovati tanti pacchetti in cellophane al cui interno vi erano 40 grammi di cocaina disposti lungo il tavola; e in un ulteriore perquisizione sono state scovate anche 11 dosi, 50 grammi e 2mila euro in contanti.

Alla fine di questa triste realtà per la donna sono stabiliti gli arresti domiciliari e il ragazzo è stato condotto in carcere.

Ancora oggi la droga è un nemico da combattere. Non esistono ambienti giovanili immuni dalla droga e purtroppo l’uso di determinate sostanze è molto diffuso tra i ragazzi.

I giovani non hanno paura della droga, provano questa esperienza anche se sono consapevoli dei danni che provocano e talvolta arrivano ad un punto di non ritorno. C’è chi comincia a farne uso dai tempi delle medie e i genitori credono che la scuola sia un luogo protetto, ma nella maggior parte delle volte si sbagliano.

Vi sono tanti casi che confermano che la famiglia in sé potrebbe non rappresentare perfettamente l’idea di salvezza.

Molti studi dimostrano che in certi contesti sociali anziché proteggerli, gli adulti usano i ragazzini per il piccolo spaccio. Ma a questa tipologia di contesto sociale si avvicina molto l’idea del genitore permissivo che in gioventù ha provato almeno una volta l’esperienza della ‘’canna’’ ed è così che non sembra essere stupito se il figlio prova per almeno una volta questa esperienza.

Si sviluppa sempre più il fenomeno dell’ induzione all’utilizzo; ci si droga per adattarsi al gruppo di cui si fa parte o semplicemente per tendenza a divertirsi il sabato sera ed ecco che si incorre anche in quelli che io definisco situazioni di incoscienza, cosa che avviene la maggior parte dei casi in discoteca per approfittarsi della prossima vittima… quella che ad oggi viene chiamata droga da stupro: la sostanza sciolta nelle bevande che va a procurare lo stato di incoscienza e al termine dell’effetto il carnefice non potrà incorrere in alcun tipo di problema poiché la ‘’preda’’ non saprà mai di aver ricevuto abusi.

A mio parere questi sono discorsi molto vasti di cui si potrebbe parlare per molto tempo, facendo riferimento a tante altre situazioni tragiche.

Bisogna avere tanta consapevolezza e autocontrollo.

Seguite solo la vostra strada e i vostri valori, sappiate dire NO.

Albachiara Martino