Susanna Ceccardi (Lega), il sovranismo e la Costituzione

Diritti & Lavoro

Raffaele Vairo

Qualche sera fa Susanna Ceccardi, ospite della trasmissione televisiva “In Onda”, condotta da Luca Telese e David Parenzo su La7, ha statuito (si, proprio statuito, come se fosse una fonte di diritto costituzionale), che il sovranismo non è solo una costruzione di una politica antieuropea ma addirittura un sacro principio costituzionale. La Ceccardi, parlamentare europeo e candidata a presidente della regione Toscana, ha mostrato, non si sa se consapevolmente o distratta dal vangelo leghista, tutta la sua ignoranza (nel senso, ben si intende, che ignora) in materia costituzionale. La nostra Costituzione, in verità, sancisce che “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione” (art. 1, comma II). La previsione costituzionale non è casuale e, anzi, è finalizzata a stabilire che il potere dei massimi organi dello Stato non è un dono di Dio, come sancivano gli ordinamenti degli Stati assoluti, ma la volontà del popolo espressa democraticamente con il voto. Si tratta sicuramente di un potere statale supremo da esercitare nell’esclusivo interesse della collettività attraverso norme finalizzate al conseguimento dei fini dello Stato democratico. E’ una potestà riconosciuta ab antiquo, variamente definita come maiestas, imperium, supremitas, a seconda delle forme di Stato che si sono evolute attraverso i secoli.

Oggi la nostra Costituzione, alla quale bisogna sempre far ricorso, stabilisce dei limiti al potere delle istituzioni statali allo scopo di tutelare al meglio le esigenze e le libertà dei cittadini. Tra le finalità, che le democrazie moderne si impegnano a realizzare, c’è quella di assicurare la pace e la giustizia tra le Nazioni, per cui promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo. Di più: la nostra Costituzione “…consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità…” proprio per assicurare il bene supremo della pace e della giustizia internazionale (art. 11 Costituzione).

Il sovranismo è una forma deteriore della sovranità e si rappresenta proprio in contrapposizione alle politiche che l’Italia si propone di conseguire attraverso le organizzazioni internazionali e sovranazionali. Si tratta sicuramente di una dottrina politica che si oppone ad ogni cessione di sovranità anche se a) le limitazioni sono realizzate in condizioni di parità con gli altri Stati e b) si propongono il bene supremo della pace e della giustizia internazionale. Si tratta di un modo ipocrita di definizione del nazionalismo che tanti disastri ha provocato nel corso dei secoli.

Dunque, le cd dottrine sovranistiche, oltre ad essere anticostituzionali, si pongono in netto contrasto con le legittime aspirazioni dei cittadini italiani, consapevoli dei disastri provocati dalle guerre, alla pace che è il bene supremo verso cui tutti dovremmo tendere.

Raffaele Vairo