Torre S. Susanna: da cameriere ad imprenditore, il Barcollo cambia gestione

Cronaca

È una storia che ha del sentimentale quella che stiamo per raccontare. Dopo un periodo un po’ difficile per tutti a causa Covid-19 ma c’è chi, come un’araba fenice risorge dalle ceneri. Lo storico e popolare bar sito in Torre S. Susanna cambia gestione ma non cambia lo spirito. Al timone adesso vi è Arturo Vergara, storico dipendente del bar che ha iniziato la sua ascesa proprio tra i tavoli dello stesso locale.

La storia di Arturo: da cameriere a proprietario

“Sembra ieri” dice Arturo, “quando ragazzino mi aggiravo nei tavoli a prendere ordinazioni o portare le consegne ai tavoli”. Arturo è un ragazzo cresciuto in fretta, ha perso sua mamma da giovane e si è trovato a muso duro con la vita. Ma lui non si è fatto abbattere, è diventato uomo e si è preso le sue responsabilità.

“Dal primo giorno in cui ho messo piede in questo locale” continua il ragazzo “ho sempre sognato di diventarne il proprietario. Di investire in questa attività che per me è sempre stata una seconda casa” ed oggi questo sogno si è avverato. Era la prima settimana di marzo, tornato da un viaggio a Siviglia ha saputo che il locale era in vendita. Ci ha pensato su, ma in cuor suo aveva già la risposta, lo avrebbe acquistato.

Arturo, hai rilevato il locale e pochi giorni dopo è arrivato il lockdown. A cosa hai pensato da subito?

“Non me lo aspettavo” dice l’imprenditore “è stato come un fulmine a ciel sereno che ci ha lasciati tutti spiazzati”. “Inizialmente, come tutti i titolari nel settore alberghiero, pensavamo che sarebbe durato poche settimane. Ma poi i giorni sono diventati settimane e le settimane mesi. L’inaugurazione del locale non era ancora stata programmata eppure le difficoltà erano già cominciate. I presupposti non erano positivi e la paura era tanta, visti anche gli investimenti fatti. Ma né io e né il mio staff si è tirato indietro”.

Com’è essere il proprietario del bar in cui sei cresciuto?

“È un sogno che si avvera. Ho mosso qui i miei primi passi nel settore alberghiero ed è qui che sono entrato in contatto con la mia passione: il mondo dei bartender. Dopo l’esperienza come cameriere ho deciso di investire nel mondo della Mixology e del Bartendering. Vedevo quei ragazzi dietro al bar shakerare e versare nei bicchieri e mi sembrava il gesto più elegante del mondo. Dovevo essere uno di loro, a tutti i costi. Fare il barman non è un lavoro è un vero e proprio stile di vita. Così, dopo aver fatto vari corsi, all’interno del Barcollo son passato dai tavoli al banco e lì è cominciata una storia d’amore che mi accompagnerà per tutta la vita. Fare un cocktail è come dipingere sulla tela, al posto dei colori ci sono vari liquori dal sapore diverso. Come nei dipinti, anche nei cocktail la bellezza sta nelle sfumature sia di colore che di sapore.”

Come procedono questi primi mesi dell’estate?

“Fortunatamente la gente ha voglia di riscattarsi dopo tre mesi di lockdown. Il tutto con gran rispetto sia per le norme igienico-sanitarie che per quanto riguarda la distanza. Le persone hanno bisogno di qualche forma di contatto, voglia di divertirsi e ripartire. Abbiamo ampliato la scelta delle birre e abbiamo proposto nuovi cocktails al vino che sanno di Salento e che sono molto apprezzati. Abbiamo in mente una lunga serie di sorprese per le nostre serate, ospiti conosciuti a livello locale e non per dare il nostro contributo al paese e all’intera zona. La valorizzazione del territorio passa anche da qui. Dagli eventi, dal coinvolgimento della cittadinanza perché la nostra Mission non è semplicemente offrire qualcosa da bere. Il nostro obiettivo è quello di portare una ventata di aria fresca nella comunità e diventare un punto di riferimento per tutti i giovani che la sera non sanno cosa fare nei paesini limitrofi. Anche per questo abbiamo scelto uno staff che nonostante la giovane età ha una lunga esperienza alle spalle”.

Insomma, le attività vogliono ripartire e le persone hanno voglia di divertirsi. Le premesse sembrano buone nonostante il contesto socio-economico post pandemia. Non ci resta che augurare un in bocca al lupo ad Arturo e a tutti i suoi colleghi.

Gabriele Proto