“Decarbonizzazione profonda di tutti i settori”. Ecco il piano europeo per la Green Economy

Economia & Finanza

Cosa c’è nella bozza della strategia al 2050 che la Commissione Europea presenterà mercoledì 8 luglio: 180 miliardi per l’idrogeno, un’auto su due elettrica entro 30 anni, importazioni sostituite da rinnovabili prodotte localmente

© Francois Lenoir/AFP – Ursula von der Leyen

Una “decarbonizzazione profonda di tutti i settori” dell’economia. È questo l’obiettivo della strategia energetica al 2050 della Commissione Europea, del quale l’Agi è in grado di anticipare le linee guida. Il documento è ancora suscettibile di modifiche e sarà presentato mercoledì 8 luglio, il giorno del vertice a quattro che inaugurerà il semestre di presidenza tedesca dell’Unione Europea, presenti la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, la cancelliera tedesca, Angela Merkel, il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, e il presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli.

Le linee guida del piano, intitolato “Promuovere un’economia neutrale dal punto di vista climatico”, sono nondimeno chiare: i combustibili fossili dovranno essere gradualmente eliminati, compreso il gas naturale, e portati a non più del 20% del mix energetico totale entro il 2050. Verranno invece stimolati gli investimenti sull’idrogeno e sull’elettrico, così come la produzione locale di biogas.

Il piano pone come principio cardine l’efficienza energetica, stabilendo l’utilizzo delle tecnologie che consentono il maggior risparmio possibile e favorendo l’utilizzo del calore residuale e la ristrutturazione degli edifici. Fondamentale anche l’integrazione dei diversi settori: “Il modello dei silos separati non è adatto per un’economia neutrale dal punto di vista climatico”, si legge nella bozza.

180 miliardi per l’idrogeno

Uno dei punti principali del piano è un programma trentennale da 180 miliardi di euro per stimolare la produzione di idrogeno a scopo energetico nell’Unione Europea.

Quello annunciato dalla bozza è un investimento industriale su larga scala. L’obiettivo di medio periodo prevede la produzione di 10 milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile entro il 2030. Ciò significa nuova energia rinnovabile equivalente a quella prodotta da 40 reattori nucleari. La Commissione ritiene che la nuova economia dell’idrogeno possa impiegare un milione di persone direttamente e indirettamente.

Neutralità climatica entra il 2050

I carburanti sotto forma di gas continueranno a svolgere un ruolo importante nel mercato dell’energia ma il gas naturale dovrà contare solo per il 20% dei consumi totali, mentre il restante 80% dovrà essere coperto da gas rinnovabili come l’idrogeno verde, il biometano e il gas sintetico, prevede la bozza.

Le importazioni di gas naturale e prodotti petroliferi, si legge nel documento, dovranno essere sostituite con energia rinnovabile prodotta localmente, gas rinnovabili e combustibili liquidi. Ciò “ridurrà il conto delle importazioni e creerà un’economia europea più resiliente“, si legge nella bozza, “mentre ci spostiamo verso la neutralità climatica, il volume di gas naturale consumato in Europa diminuirà gradualmente”. L’obiettivo è la neutralità climatica entro il 2050.

Un’auto su due elettrica in 30 anni

Fra trent’anni sulle strade dell’Unione Europea almeno un’automobile su due dovrà essere elettrica. La Commissione prevede che le auto elettriche saranno abbastanza economiche da competere in termini di prezzo con le auto a benzina già intorno al 2025.

La percentuale di autovetture elettriche nell’Unione Europea dovrebbe passare al 7% del totale entro il 2030 e almeno al 50% entro il 2050, con un tetto fissato al 75% nello scenario piu’ ottimistico.

Il documento stabilisce poi che al 2050 l’energia elettrica copra tra il 40% e il 50% del mix energetico totale dell’Unione Europea, rispetto al 23% di oggi.

La bozza sottolinea come “un importante settore di utilizzo del gas naturale oggi sia il riscaldamento negli edifici” e stima che l’energia elettrica possa coprire il 40% della necessità di riscaldamento nel settore dell’edilizia abitativa entro il 2030 e il 50-70% entro il 2050. È prevista quindi un’espansione del mercato delle pompe di calore e del teleriscaldamento.