Ripartono le iniziative della Fondazione Pomarici Santomasi di Gravina in Puglia

Diritti & Lavoro

Il Museo-Fondazione Pomarici Santomasi di Gravina in Puglia ha aperto nuovamente le porte dopo le restrizioni alla circolazione delle persone imposte dalle normative della Presidenza del Consiglio dei Ministri a causa dell’epidemia del coronavirus. 

Grandi progetti   dell’immenso patrimonio museale per la fruizione del pubblico.

Il Presidente della Fondazione, dott. Mario Burdi, durante la conferenza stampa di mercoledì 1 luglio 2020, ha dichiarato che tutti gli ambienti museali d’ora in poi saranno  aperti con gli orari classici compresi sabato e domenica; ovviamente alcuni limitazioni resteranno ferme: niente prestiti di libri, se non ci sono doppioni negli archivi; niente consultazioni; fotocopie sì  per documenti di cui si conoscono titoli e collocazione.

La prenotazione è obbligatoria per le visite di gruppo, le cui restrizioni sono sempre in vigore con i dispositivi di sicurezza (mascherine di protezione).

  Presidente Mario Burdi

E’ pur sempre una iniezione di fiducia per riacquistare la libertà  finora frenata da una situazione contingentale. Si riattiva la comunicazione con tutti i luoghi di cultura da valorizzare, facendo rete e squadra per ottimizzare gli immensi beni culturali presenti nelle comunità vicine; vedi il Museo Jatta di Ruvo con gli splendidi vasi di epoca magnogreca; con il Museo Nazionale Statale di Altamura con l’Uomo arcaico e le Orme dei dinosauri.

Carrozza del ‘700

Sono in corso di valutazione servizi e progetti extra, le cui iniziative sono da programmare per attrarre un maggior flusso turistico a misura d’uomo fuori dagli schemi di massa, dove il turista deve sentirsi a casa propria tra le  attenzioni del B&B, la trattoria, la pizzeria e i luoghi di cultura. Non un turismo di “mordi e fuggi”, ma qualcosa di più che deve gratificare i sensi e lo spirito per chi dovrà visitare Gravina in Puglia e i paesi vicini che fanno da corona (Matera, Città dei Sassi; Altamura, Uomo arcaico e Orme dei dinosauri; Ruvo; Bitonto).

Per incrementare le visite al Museo Pomarici – ha affermato il Presidente M. Burdi – il Consiglio di Amministrazione ha lanciato la proposta di una giornata gratis, la domenica, per ogni inizio del mese, per chi non avesse avuto contezza nel godimento della prima visita.

La Fondazione, come Ente morale e museale, vuole rivestire un ruolo di volano culturale. Oggi più che mai si sente il bisogno del riscatto sociale. La comunità locale e tutte le forze  migliori sono concordi a dare il loro contributo.

Salone degli specchi

L’offerta culturale della Fondazione – potenziale scrigno di  vasi a figure geometriche   del VII sec. a. C.,  e  quelli ancora più splendidi di epoca magnogreca con figure rosso-nero che lasciano il visitatore a bocca aperta, sono di una straordinaria potenza iconica.

Le stanze del museo – antica dimora della nobile famiglia Pomarici-Santomasi-Calderoni-Martini – sono allestite a tema, con un percorso obbligato che si sviluppa tra l’androne (carrozze del ‘700),  primo  e  secondo piano.

Ogni stanza una meraviglia; lo stupore è immenso per gli occhi che si sgranano davanti a manufatti  lasciati in eredità di questa splendida città, sede di Ducato degli Orsini, sede vescovile millenaria. Città  purtroppo degradata nel tempo dalla scarsa attenzione delle amministrazioni del secolo scorso e da una politica nazionale molto discutibile.

Cosa vedere? Moltissimo; 1. piano: i ritratti e gli alberi genealogici di famiglia; la cappella; il salone degli specchi; la stanza da letto a baldacchino con drappeggi rossi damascati, tutti originali; abiti del ‘600-700; armi; divise  militari del ‘700; numismatica  (monete); 2. piano: quadreria di illustri personaggi locali del ‘700; arte sacra; vasellami e manufatti di epoca magnogreca; la tomba del guerriero con cinturone descritto da Piero Angela in una sua trasmissione; controsoffittature a cassettoni delle stanze tutte decorate.

Un susseguirsi di sbalordimento per l’immenso patrimonio.

Ma non è tutto perché Gravina offre ancora molto molto di più. Quella sotterranea; il ponte viadotto del ‘700 utilizzato da diversi registi come set cinematografico; il grande canyon della gravina;  il monastero di S. Sofia, recentemente restaurato, dove si possono allestire delle mostre; accanto la bellissima chiesa con il mausoleo della Duchessa Orsini-Castriota Skandeberg. Nel vicino museo Pomarici , la Chiesa del Suffragio con il mausoleo dedicato al Duca Ferdinando III Orsini.

Vaso magnogreco del IV sec. a. C.

Tra le altre iniziative – aggiunge il Presidente M . Burdi – vanno citate quelle realizzate con il progetto sociale finanziate dal laboratorio esperienziale del 2019 unitamente al Molino Andriani con pasta e legumi, ovvero con  prodotti innovativi nell’ottica di uno sviluppo territoriale.

Altro progetto che vuole mettere in campo la Fondazione Pomarici è il patrimonio dei privati, i quali chiedono il sostegno degli enti preposti affinché quanto in loro possesso possa essere gestito dai musei per il godimento delle future generazioni. E in questo caso, si fa riferimento soprattutto ai preziosi abiti d’epoca del ‘600-700  che  molte famiglie nobili vorrebbero donare, per es. da Putignano. Contributi in tal senso sono giunti al Castello di Bari dove sono esposti tre abiti speciali di inizio ‘900 (1900-1940.

                                                    Pinacoteca

                                Armi e divise d’epoca