La Riforma Fiscale: alcuni elementi d’indirizzo

Diritti & Lavoro

di Antonio Vox

Il Mostro con cui ha a che fare l’Impresa si chiama Burocrazia.

  1. Non lancia fiamme e fuoco dalle sue narici, ma ha la capacità di succhiare le tue risorse lasciandoti inebetito e inerte, senza più energie.

Il Mostro ha anche la capacità di assumere diverse e disparate sembianze che, in prima istanza, non riconosci; ma, dopo, ti rendi conto che è lo stesso Mostro di sempre: Idra dalle tante teste che mostrano fauci fameliche.

Burocrazia amministrativa, fiscale, bancaria e finanziaria, giuridica: Burocrazia pandemica.

E le sue vittime non sono solo l’Impresa ma anche la Società civile, nel suo complesso.

Questa Burocrazia, trasformatisi da Mostro in virus, infetta tutto: politica, economia, sociale, cultura, usi e costumi, …, comportamenti di vita.

Eh, si! Anche i comportamenti di vita, perché oramai è entrata nel nostro DNA.

  1. Si insegna, nei Master HRM (Human Resources Management), che l’insieme delle persone si divide, grosso modo, in due tipologie: quella di chi è orientato all’obiettivo; quella di chi è orientato al processo.

Non appare difficile capire a quale tipologia possa appartenere il nostro eventuale interlocutore: un tipo “venditore” (obiettivo) è certamente differente da un tipo “contabile” (processo).

Come non appare difficile capire il disagio di chi, essendo di un tipo, ad esempio quello orientato al processo, sia costretto ad operare in un contesto tipico dell’altro tipo, quello orientato all’obiettivo.

Sarebbe, infatti, insano mettere un tipo “venditore” a fare il “contabile”; o viceversa, un “contabile” a fare il “venditore”.

È questione di attitudini.

Ci vuol poco a capire che chi è orientato all’obiettivo capisce che obiettivi e tempi sono un tutt’uno, ha un piano strategico da cui è improbabile che si distragga, assume i propri rischi e le proprie responsabilità, è creativo, persegue un futuro, traguarda lo sviluppo e la crescita, senza anarchia né sregolatezze;

chi invece, è orientato al processo si disinteressa dell’obiettivo, si crogiola nelle procedure (di cui è espertissimo e che considera essenziali alla vita), non si preoccupa del tempo che scorre inesorabile, non si assume responsabilità perché si nasconde dietro la procedura, è statico e conservatore, produce stagnazione.

  1. Fra i due gruppi, da noi sempre in guerra, la lotta è impari: il primo, quello orientato all’obiettivo, è inesorabilmente perdente. Infatti, basta poco per castrare un percorso di costruzione, crescita e sviluppo; basta il classico granellino di sabbia; basta che i tempi slittino.

Il secondo, invece, quello orientato al processo, metodico e compassato, ha sempre ragione. Niente e nessuno può scalfire la procedura, nessuno la può contestare.

Si pensi, però, per un attimo, a cosa succederebbe se i due tipi si integrassero; si pensi quale effetto benefico e virtuoso si generebbe se l’uno, quello orientato all’obiettivo, riconoscesse la necessità dei processi e, nel contempo, l’altro, quello orientato al processo che gli obiettivi vanno perseguiti per il bene di tutti. Si metterebbe in moto il fenomeno della sinergia da tutti invocato ma mai applicato.

  1. Quando si parla di riforme, bisogna tener presente che si parla di progettualità. In particolare, di progettualità di sistema complesso perché si ha a che fare con un sistema politico economico, sociale, culturale complesso. Quindi, è necessaria cultura sistemica, prestare attenzione a ben definire gli obiettivi, garantire l’equilibrio degli interventi/fattori: il sistema, infatti, perché si ottengano i risultati attesi, deve essere integrato e sinergico.
  1. Da ragazzo mi dicevano: l’affare si fa in due; non ci debbono essere né perdenti né vincitori. 

Applichiamo quanto sopradetto ad un intervento esemplificativo per una Riforma Fiscale di crescita e sviluppo.

Quali dunque gli obiettivi che ci proponiamo dopo aver osservato lo scenario della Economia Reale?

  1. Dare vitalità alle imprese, generando risparmi in termini di costi, tempi e risorse nel cancellare l’asfissia burocratica e incanalando le loro energie verso il Business;
  2. Sollevare la Pubblica Amministrazione dall’onere della ridda di controlli e indagini, generando risparmi in termini di costi, tempi, risorse, nel garantire la certezza del gettito.

Come corollario: favorire un circolo virtuoso di collaborazione fra Pubblica Amministrazione, ora diventata “di servizio”, e l’Economia Reale, ora libera da ogni ostacolo alla propria missione.

L’equilibrio è già insito negli obiettivi descritti; e da qui ne deriva una sinergia con effetto reciproco e una integrazione dei ruoli.

Il dipolo fra Pubblica Amministrazione ed Economia Reale porta effetti benefici sullo scenario economico e sociale.

Se ci liberiamo dai luoghi comuni, come quello del conflitto fra Economia Reale e Burocrazia e costruiamo un “contratto commerciale”, il gioco è fatto.

LA PROPOSTA: Individuare, per la singola impresa (PMI e Partite IVA), un livello di contribuzione fiscale, fisso e liquidabile ad inizio anno, uguale per tutto un periodo determinato (che potrebbe essere individuato in un quinquennio) pari, ad esempio, alla media della contribuzione fiscale della singola impresa in analogo periodo precedente. 

Ciò, ovviamente, a prescindere dal regime IVA che segue un percorso contabile a sé stante e indipendente.

Quali sarebbero i benefici per l’impresa?

  1. La possibilità di costruire un budget annuale avendo ben chiari i costi;
  2. La possibilità di costruire una strategia di sviluppo incrementale visto che ogni incremento di fatturato è a totale beneficio dell’impresa, così come ogni decremento di fatturato sarebbe a danno dell’impresa;
  3. La possibilità di liberare risorse evitando asfissianti e dannosi controlli fiscali;
  4. La possibilità di dar vita ad un virtuoso programma di investimenti;
  5. La instaurazione di una proficua atmosfera di serenità a tutto beneficio del business.
  6. La certezza di essere padrone del proprio destino liberando risorse non più dedicate ad una faticosa contabilità perniciosa di controllo che niente a che fare con il monitoraggio dell’andamento aziendale.
  7. La semplificazione degli adempimenti amministrativi.

Quali sarebbero i benefici per la Pubblica Amministrazione e per il Fisco?

  1. La certezza del gettito;
  2. La possibilità di liberare risorse oggi interamente dedicate al controllo fiscale;
  3. La semplificazione delle procedure amministrative e contabili;
  4. La possibilità di dedicare risorse alla analisi dei fenomeni di Economia Reale;
  5. La qualificazione di risorse d’esperienza contabile verso una burocrazia di “servizio” e di sviluppo;
  6. La generazione di una atmosfera di collaborazione costruttiva verso la Economia Reale;
  7. La opportunità di interventi mirati a sostegno del sistema imprese.
  8. La certezza che il tema “evasione fiscale” si riduca ad una mera curiosità storica.

Una semplice soluzione, con intrinseci elementi di flessibilità in relazione alle dinamiche economiche, che già risolve, di per sé, un enorme risparmio di risorse economiche, di tempo, di risorse dedicate.

A questa soluzione, di portata epocale pur limitata ad un singolo intervento/fattore, si porrebbero affiancare ulteriori soluzioni di medesimo tenore per costruire un sistema fiscale sinergico e integrato.

L’approccio, infatti, per una profonda riforma di sistema non può che essere la costruzione di un sistema alternativo, rivoluzionario, basato sulla chiarezza degli obiettivi e sul rispetto dell’equilibrio fra i fattori della economia fiscale e sociale.

I benefici per l’Impresa, la Pubblica Amministrazione, la Contabilità, il Sistema Bancario/Finanziario, il Mondo del Lavoro, il Sistema giudiziario sono tangibili.

Ma soprattutto si instaurerebbe un clima di fiducia sociale e di entusiasmo basato sulla libertà di intraprendere e sulla consapevolezza che l’Impresa è ricchezza per il Paese.

Antonio Vox