Principale Politica La Magistratura sotto accusa, ovvero il giustizialismo alla rovescia

La Magistratura sotto accusa, ovvero il giustizialismo alla rovescia

di Raffaele Vairo

La presenza di Berlusconi in molti processi penali turba ancora oggi l’equilibrio necessario tra i poteri dello Stato. Sembra che si stia instaurando un giustizialismo alla rovescia, con i giudici alla sbarra e gli indagati e gli imputati sul banco dell’accusa. Le vicende che riguardano Palamara rafforzano questo orientamento ma, soprattutto, incoraggia una certa stampa e alcuni movimenti politici a percorrere la strada che porta all’inversione dei ruoli.

E’ di queste ultimi giorni, anzi di queste ultime ore, la diffusione di una registrazione dalla quale si evincerebbe che la Magistratura, tutta la Magistratura, dallo scalino più basso alla Suprema Corte di Cassazione, avrebbe coltivato un sogno proibito, quello di distruggere politicamente Berlusconi per motivi non precisati, forse perchè ritenuto pericoloso per la democrazia. Il contenuto della registrazione sarebbe la prova principe di questo disegno criminoso. Il dr. Amedeo Franco, giudice di Cassazione, facente parte del collegio che nel 2013 ha condannato definitivamente il cavaliere per frode fiscale, in un incontro casuale con Berlusconi avrebbe affermato che la condanna del cavaliere sarebbe stata predisposta dall’alto e, quindi, profondamente ingiusta.

Ovviamente la registrazione è diventata l’occasione per alcuni giornali e per i politici di destra per gettare fango sulle istituzioni. Senza esclusione di colpi. Giornalisti e giornali di destra hanno riempito, senza ritegno e prescindendo da ogni valutazione critica, pagine intere per gridare allo scandalo e chiedere l’istituzione di una commissione di inchiesta. Il dr. Amedeo Franco ha definito il collegio giudicante “un plotone di esecuzione”.

Il collegio giudicante della Cassazione era composto di cinque giudici, tra i quali il dr. Amedeo Franco che era il giudice relatore, cioè il giudice che ha istruito il processo e riferito su fatti accertati e prove acquisite. La decisione fu presa all’unanimità con la sottoscrizione di tutti e cinque i giudici che hanno firmato anche ciascuna pagina della sentenza di condanna.

La Suprema Corte ovviamente nega la versione data dal dr. Franco e, anzi, sottolinea che la decisione fu presa all’unanimità, senza che nessuno dei giudici, neanche il dr. Franco, aveva espresso il proprio dissenso. Il Riformista, quotidiano online diretto da Piero Sansonetti, e la trasmissione Quarto Grado, si sono incaricati i diffondere al massimo la notizia. I parlamentari di Forza Italia e i suoi alleati, Salvini e la Meloni, oltre a gridare allo scandalo, chiedono un compenso riparatore, quale può essere la nomina di Silvio Berlusconi a senatore a vita.

Il dr. Antonio Esposito, giudice attualmente in pensione, quale presidente del collegio-plotone di esecuzione, nega che vi siano state pressioni dall’alto e minaccia querele contro gli untori, che lo accusano acriticamente, su una falsa dichiarazione del dr. Franco, peraltro deceduto nel 2019. Con impossibilità, quindi, di riascoltarlo per avere conferme e per spiegare come mai non abbia espresso il suo dissenso al momento della decisione, come era suo diritto.

Di fronte a questa grave accusa sorgono alcune domande: perché il dr. Franco, relatore ed estensore della sentenza, ha sentito il bisogno di incontrare il condannato per esprimergli il proprio dispiacere per la condanna inflittagli? Dove avvenne l’incontro? Da chi fu sollecitato?

Le risposte a queste domande potrebbero chiarire la verità che potrebbe risultare ancora più spiacevole per Silvio Berlusconi. Tanto più che il dr. Amedeo Franco non sarebbe quel verginello che si vuole far credere. Sappiamo che egli, nel 2017, fu indagato per corruzione per aver tentato di favorire il “re delle cliniche”, Antonio Angelucci, deputato di Forza Italia da tre legislature, attivandosi presso i suoi ex colleghi della sezione VI della Cassazione al fine di ottenere l’annullamento di due ordinanze: una riguardava il sequestro di 7 milioni di euro emesso a Bari per il Consorzio San Raffaele, l’altra per una causa di lavoro promossa da un medico contro lo stesso Consorzio. Il processo a suo carico è stato, poi, dichiarato estinto per morte dell’indagato.

A riparazione dell’ingiusta condanna, ingiusta secondo i parlamentari di Forza Italia, viene chiesta la nomina di Berlusconi a senatore a vita.  Ora, al riguardo, la Costituzione statuisce che: a) la nomina a senatore a vita è prerogativa del Presidente della Repubblica, il quale b) può nominare senatori a vita cinque cittadini italiani che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario (art. 59 Costituzione). Berlusconi, a quanto risulta, non rientra tra quei cittadini che hanno illustrato per altissimi meriti la nostra Patria. A meno che non si ritengano altissimi meriti i famosi bunga-bunga che ci hanno resi ridicoli in tutto il mondo.

Raffaele Vairo

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