La libertà sessuale come segno della evoluzione delle società

Diritti & Lavoro

Usi e costumi evolvono e cambiano con i tempi. Ciò che era considerato impensabile, a volte anche immorale, in passato è oggi normale consuetudine.
Ogni generazione ha vissuto sulla propria pelle cambiamenti di stile di vita e di abitudini. Uno degli ambiti dove questo è più evidente è la sfera sessuale.
La prima grande rivoluzione sessuale è avvenuta negli anni ’60. Al di là delle rivendicazioni libertarie di esercizio della propria sessualità nelle forme e nei modi più disparati, ciò che cambia è l’approccio e la considerazione che tutta la società ha del sesso.
Il sesso diventa espressione della propria identità e va ben oltre il concetto dell’atto stesso. Si passa dalla considerazione dell’atto copulatorio volto alla mera riproduzione alla ricerca del piacere e del soddisfacimento delle proprie necessità. La mutata percezione sociale del sesso e delle sue finalità interessa in primis il genere femminile.
Improvvisamente anche le Donne hanno esigenze sessuali che vengono pubblicamente esplicitate. Finalmente si parla dell’orgasmo femminile come un diritto.
Avere rapporti per puro piacere al di fuori del nucleo familiare non è più un tabù e questo mette fortemente in crisi il concetto stesso di società patriarcale. La prima pillola concezionale è del 1968.
La nuova percezione dei diritti individuali si estende presto dalla libertà sessuale a tutti gli aspetti della società civile spingendo a intraprendere il cammino della ricerca della parità di genere.
È dei nostri giorni la discussione sulla nuova definizione di sessualità che abbraccia anche l’educazione al rispetto delle relazioni definite come non convenzionali. Il riconoscimento, ormai condiviso da tutti, della comunità LGBT è espressione di una nuova frontiera dell’espressione sessuale che considera aspetti in passato nascosti o socialmente sopiti.
Credo fortemente che questo sia il segno di un salto culturale che sta ulteriormente modificando il nostro mondo facendolo evolvere a uno stadio diverso di consapevolezza. Di fatto stiamo vivendo una nuova fase della rivoluzione sessuale che si confronta con la complessità dell’animo umano e delle sue espressioni nella vita sessuale. Questa nuova fase include una rivisitazione dei ruoli e degli stereotipi relazionali, inclusi quelli familiari. I genitori sono tali in quanto si prendono cura dei figli, siano essi naturali o no, indipendentemente dai loro gusti o tendenze sessuali o dall’identità di genere a cui sentono di appartenere.
Gli individui possono essere liberi dalla stigmatizzazione del ruolo e dei gusti imposti loro dalla società e che gli attribuiva categorie precise. Personalmente considero questo come un ulteriore stadio di libertà.
Oggi il sesso è qualcosa di assolutamente svincolato al solo atto riproduttivo.
È parte integrante della personalità di ognuno e in quanto tale va considerato, libero da lacci e catene imposte dalla società nell’ottica di un modo di manifestarsi maturo e rispettoso di se stesso e del prossimo.
D’altronde siamo così poco liberi nella vita che cercare di esserlo almeno nella sfera più intima dovrebbe essere un principio assoluto.
So per certo che questo genera in molti preoccupazione e perplessità, addirittura riprovazione, ma le rivoluzioni culturali non possono essere fermate. Lo stesso avvenne negli anni ’60.
La cartina di tornasole dell’interiorizzazione sociale di questi nuovi costumi sono i giovani.
Saranno loro a spazzare la vecchia concezione delle relazioni umane basate sull’identificazione della propria identità sessuale legata al genere di appartenenza naturale.
Un mondo dove l’unica cosa che veramente avrà valore sarà il libero e consapevole desiderio di donare e ricevere amore soddisfacendo le proprie lecite esigenze personali.

Francesca Falcitelli