Il rilancio nazionale

Politica regionale, nazionale e internazionale

Per tentare d’offrire al nostro Paese nuovi orizzonti, è indispensabile provvedere ai cambiamenti socio/politici che si dovrebbero già intravedere per le tornate elettorali regionali del prossimo autunno. Il Referendum istituzionale, proprio per la sua natura, non potrebbe essere preso in considerazione per il tentativo di un rinnovo anche politico.

Da mostrare c’è il lavoro. Quello che non c’è stato mai per tutti. E’ fondamentale, almeno, recuperare i posti che il Coronavirus ha reso “vacanti”. Ci sarà da rivedere la nostra macchina burocratica per rifondarla più veloce e sensibile ai cambiamenti che non mancheranno. Ridare attendibilità a un’economia insufficiente prima della pandemia, resta un obiettivo primario che la politica non potrà sottostimare. Sarà decisiva una ripresa che tenga conto anche delle future necessità del Paese e del suo ruolo in UE.

Abbiamo una Costituzione che tutela i cittadini della Repubblica e ci sarà occasione per dimostrare quest’assioma. L’economia potrà ritrovare una ripresa solo se si riuscirà a ridurre, se non eliminare, gli arrivisti di cordata che ci siamo portati sulle spalle per troppo tempo. Nel nuovo panorama della repubblica, le Regioni avranno un nuovo ruolo e una più specifica libertà operativa. Anche questa è una necessità che non dovrà essere condizionata a livello di partiti. Le coperture finanziare per una globale manovra di risanamento verranno dall’UE..

Dovremo dimostrare di meritarle. Per frenare il progressivo impoverimento nazionale non resta che prendere atto dell’opportunità di una diversa coesione anche politica. I nostri modelli economici precedenti hanno dimostrato, ben oltre la tragedia pandemica, che per l’Italia non ci sarebbe stato un futuro economico/sociale idoneo al suo progresso. La fragilità del sistema s’è rivelata proprio in occasione del periodo del “contenimento”sanitario. In pochi mesi, l’economia ha ceduto il campo a una situazione imprevedibile in tempi tanto contenuti.

La meta resta l’impegno in un cambiamento che, pur se non immediato, dovrà essere gestito sino in fondo. Le risorse del Paese, allo stato attuale, non sono sufficienti all’immediata bisogna. Con questa presa d’atto, dovrà essere una politica assennata ad attivarsi per consentire il reale rilancio nazionale.

Giorgio Brignola