Caos scuola, flop delle Linee guida Azzolina. Oggi manifestazioni in 60 piazze

Cultura & Società

Bocciate da studenti, docenti e presidi. L’opposizione attacca. Salvini: linee fumo e zero arrosto. Meloni: la ministra come Ponzio Pilato. Il ministro su Twitter: male interpretate. Il Tar annulla la graduatoria del concorso presidi del 2017.

©  AGF – Lucia Azzolina

Le Linee guida per la riapertura delle scuole sembrano aver scontentato tutti. Oggi ci saranno manifestazioni in 60 città italiane contro il piano del ministro Lucia Azzolina. 

Critiche arrivano dagli studenti, dai genitori, dagli insegnanti e dagli educatori: il Piano scuola del ministero dell’Istruzione non promette “né una persona né un soldo in più”, ogni scuola deve “fare da sé, con i mezzi propri e quel che offrono i territori e gli Enti locali”, attacca il Movimento “Priorità alla scuola” che oggi sarà in tutte le 60 piazze che da Nord a Sud protesteranno contro la proposta del ministro per l’Istruzione.

Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, bolla le Linee guida sulla ripresa della scuola in presenza a settembre come inadeguate e pericolose, specchio della solita repubblica delle chiacchiere e delle scartoffie inutili: “Il piano elaborato da viale Trastevere – afferma il leader della Gilda – risulta del tutto inadeguato a garantire che il rientro in aula tra due mesi avvenga in sicurezza. Tutte le elucubrazioni sui possibili accorpamenti delle discipline e delle classi e sulla riduzione dell’orario di lezione non cambiano il risultato finale, cioè non evitano l’impoverimento dell’offerta formativa, impedendo, di conseguenza, agli studenti di godere pienamente del diritto all’istruzione”.

Critiche anche dai sindacati. “L’incontro è stato interlocutorio e al momento la nostra è una sospensione di giudizio perché allo stato attuale mancano elementi fondamentali per programmare in modo efficace la ripartenza della scuola a settembre”, ha detto all’AGI Paola Serafin, componente della segreteria Cisl Scuola, dopo l’incontro di ieri dei sindacati con la ministra dell’Istruzione.

Dura anche l’opposizione. “Abbiamo un ministro che non dovrebbe neanche occuparsi della pulizia delle aule delle scuole”, ha detto nel corso di una diretta Facebook da Avezzano, il leader della Lega, Matteo Salvini. “Una che vuole separare i bambini con il plexiglass, una che dovrebbe essere curata, altro che ministro dell’Istruzione”.

“Mai” la mascherina ai bambini di sei anni ed “è folle parlare di plexiglas e isolare i bimbi di sei sette, e otto anni, che sono disciplinati, e hanno bisogno di abbracci”, ha poi aggiunto in un’intervista a ‘Money.it’. “In tutta Europa le scuole sono aperte: o sono matti gli altri o siamo indietro noi. Abbiamo un ministro evidentemente non all’altezza di gestire un tema cosi’ delicato come la scuola italiana”, ha proseguito, sostenendo che le linee guida per la riapertura degli istituti siano “tanto fumo e zero arrosto”.

“Solidarietà ai sindaci, ai presidi, ai docenti e a tutto il personale della scuola. La Azzolina si comporta come Ponzio Pilato e utilizza l’autonomia scolastica come pretesto per lavarsi le mani e scaricare sui presidi e gli enti locali tutte le responsabilita’ sulla riapertura a settembre delle scuole”, ha attaccato invece Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia.