Un Paese civile, democratico, giusto,deve dare le stesse possibilità e opportunità a tutti

Diritti & Lavoro

di Domenico Sommella

Un Paese veramente civile, dunque democratico, giusto ,deve dare le stesse possibilità e opportunità a tutti i suoi cittadini e cittadine.Deve offrire a chi è più svantaggiato tutti quegli aiuti e servizi all’occorrenza differenziati, per i bisogni della specificità del singolo handicap necessari , per

giungere a una reale inclusione e integrazione nella comunità dove operano e vivono insieme alle loro famiglie. La società tutta e le Istituzioni hanno il compito di  studiare e trovare i mezzi, i sostegni economici e tecnologici, perché chi ha anche una disabilità grave o una pesante limitazione nel movimento si senta il più possibile partecipe della vita sociale, tutelato nella sua vita formativa, relazionale e produttiva come tutti gli altri.

E’ IMPORTANTE UNA RIVOLUZIONE CULTURALE,E’ DECISIVO LAVORARE PER UN CAMBIAMENTO DI MENTALITA’.

Occorre che la politica e i partiti, le Istituzioni nel loro complesso, la società civile tutta, smettano di pensare la disabilità come il problema di una limitata categoria di cittadini e cittadine, da affrontare solo settorialmente, con risposte parziali o con interventi economici tampone o sporadici, peggio ancora all’ interno di una visione solo medico-assistenzialistica, compassionevole e pietistica che finisce col produrre esclusione e marginalizzazione della disabilità fisica, psichica, intellettiva e sensoriale nel suo complesso. La disabilità ha bisogno di riscattarsi e non continuare ad essere considerata come una condizione di vita irrisolvibile, da temere, di cui spaventarsi o da esorcizzare in tutti i modi possibili.

Serve, al contrario, considerare la diversa abilità una Questione nazionale primaria, da affrontare unitariamente, in primo luogo dalle stesse persone disabili e dalle loro famiglie. Ci dobbiamo, insieme alle nostre famiglie, scrollare di dosso tutte le paure e angoscie dell’inadeguatezza, i sensi di vergogna o colpa.

Ciascuno ha il compito di ripensare il tutto, di allontanare la frustrazione e l’amaro destino di affrontare, ha il compito di agire per perseguire i diritti irrinunciabili di dignità e di rispetto che ogni persona, qualunque sia il suo stato economico o fisico, deve sapere esigere e riscattare in una comunità che abbia la pretesa di definirsi civile.E.N.A.C  ,” RETE ITALIANA DISABILI”hanno  scelto di operare incontrando le Istituzioni locali e tutte le altre realtà che lavorano per migliorare il variegato arcipelago dell’handicap con questa nuova sensibilità. Chiediamo l’apprestamento di servizi e aiuti economici adeguati, che vadano incontro a ogni tipo di bisogno specifico, compreso quello della mobilità e di tutta la visibilità Applicazione de PEBA (Piano eliminazione barriere architettoniche)Aumento delle postazione di primo pronto soccorso per traumatologia,e riavviare la sanità su di un binario giusto ed equilibrato .In sintesi e lo vogliamo ribadire con forza, PROPONIAMO una rivoluzione culturale nel modo di considerare l’handicap. Chiediamo di cambiare completamente, da parte di tutti, la mentalità riguardo alla disabilità nel suo complesso.

CI STA A CUORE vederla sostanzialmente sotto l’aspetto sociale, umano ed esistenziale e  funzionale,non sotto un’ottica solo medico-assistenziale

Per noi la disabilità deve essere considerata una diversa forma di normalità e rientrare a tutti gli effetti nel naturale ordine delle cose.

Responsabile Nazionale Disabilità E.N.A.C

Presidente  “RETE ITALIANA DISABILI“