Presunti affidi illeciti a Bibbiano, chiesto il rinvio a giudizio per 24 persone  

Cronaca

di Marco Castelli

La Procura della Repubblica di Reggio Emilia ha chiesto il rinvio a giudizio per 24 persone per i presunti affidi illeciti che sarebbero avvenuti a Bibbiano e dintorni. Oltre 100 capi di imputazione e ben 155 testimoni citati. L’udienza innanzi al Gup del tribunale di Reggio Emilia Dario De Luca si terrà il prossimo 30 ottobre e si dovrebbe finalmente chiarire se i protagonisti di quei fatti – che hanno scatenato un clamore senza precedenti – affronteranno un processo.

L’inchiesta, soprannominata Angeli e Demoni, è stata gestita dal pm Valentina Salvi che ha coordinato le indagini dei Carabinieri. Tra gli imputati c’è Andrea Carletti, sindaco della cittadina di Bibbiano, sita nella provincia di Reggio Emilia e pressoché sconosciuta prima che si parlasse di queste vicende. A Carletti vengono contestati i reati di abuso di ufficio e falso. Imputati anche Federica Anghinolfi, ex responsabile dei servizi sociali della zona, nonché Claudio Foti (Hansel & Gretel) e la moglie psicoterapeuta Nadia Bolognini. Le parti offese sarebbero 48: la Regione Emilia-Romagna, il ministero della Giustizia, i Comuni di Gattatico e Montecchio e l’Unione dei Comuni Val d’Enza e molti altri soggetti.

L’inchiesta

Le indagini su quanto accaduto a Bibbiano e dintorni sarebbero partite nel maggio 2018 con l’ipotesi di un vero e proprio business sugli affidi dei bambini, ingiustamente privati delle proprie famiglie. Si suppongono finti abusi, false perizie, sedute di psicoterapia svolte in modo da convincere i bambini di avere vissuto vicende in realtà inesistenti. Tra i reati contestati ci sono abuso di ufficio, peculato d’uso, falso ideologico in atto pubblico, abuso d’ufficio, depistaggio, falsa perizia anche attraverso l’altrui inganno, maltrattamenti in famiglia, falso ideologico in atto pubblico, violenza o minaccia a pubblico ufficiale, frode processuale, rivelazioni di segreto in procedimento penale, lesioni dolose gravissime.

I testimoni citati sono numerosi e non mancano personalità che, nel frattempo, sono divenute celebri anche grazie alle dichiarazioni pubbliche rilasciate negli ultimi mesi: ad esempio l’ex giudice minorile di Bologna Francesco Morcavallo e il giornalista-scrittore Pablo Trincia (autore del libro “Veleno”).

I fatti contestati, se accertati, sarebbero di una gravità inaudita: una quantità impressionante di bambini strappati alle famiglie senza motivazioni valide. A sentire le ricostruzioni televisive, sembrerebbe che i bambini sarebbero stati indotti a dire ciò che non pensavano realmente. Sembrerebbe che nei servizi sociali si cercava l’abuso ad ogni costo, che si arrivava a costruire una realtà inesistente instillando nella mente dei bambini racconti e immagini non reali ma che – giorno dopo giorno – nelle loro giovani menti si cristallizzavano. Il tutto è da accertare, ovviamente, ma se così fosse vengono davvero i brividi.

Le reazioni politiche

Non sono mancate le reazioni politiche a questa richiesta di rinvio a giudizio. Ad esempio quella di Matteo Salvini che ha dichiarato: “Quello che a sinistra è stato definito un semplice raffreddore ha prodotto 24 richieste di rinvio a giudizio. Su Bibbiano attendiamo le sentenze, come è giusto che sia, ma dal Pd e dintorni dovrebbero farsi un esame di coscienza per l’arroganza e la superficialità con cui hanno liquidato il dolore di troppe famiglie“. Anna Maria Bernini di Forza Italia, ha affermato che “la notizia della richiesta di rinvio a giudizio per 24 persone nell’ambito dell’inchiesta Angeli e Demoni è certamente positiva. Sui fatti di Bibbiano abbiamo bisogno di verità e di giustizia. Occorre che le responsabilità siano accertate una a una, perché così deve agire uno Stato di diritto, di fronte a vicende che hanno distrutto intere famiglie. E perché è solo dalla verità piena che si potrà ripartire per impedire che fatti simili si ripetano“.