Fare ambiente Otranto

Ambiente & Turismo

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la nota di Fare Ambiente

OTRANTO – La sentenza n. 648 del 18 giugno 2020 del Tar Lecce, I Sez., Pres. Est. Antonio Pasca – con cui è stato accolto il ricorso proposto dal Comune di Otranto, difeso dagli Avv.ti Mauro Finocchito e Federico Massa ed annullato l’atto di decadenza del nulla osta all’anticipata occupazione dell’area demaniale nella quale sono installati i pontili del porto – ha riconosciuto la legittimità dell’intervento dell’Associazione Fare Am- biente-Movimento Ecologista Europeo, presieduta dal Prof. Vincenzo Pepe, e difesa dagli Avv.ti Leonardo Maruotti e Francesco G. Romano. La predetta associazione ambientalista si era costituita in giudizio a fianco al Comune di Otranto facendo valere un interesse paesaggistico ambientale a sostegno del ricorso del Comune; in particolare, sulla scorta di opinioni di eminenti urbanisti, aveva ritenuto che il Porto idruntino, con i suoi pontili installati, potesse costituire un elemento di valorizzazione del paesaggio e di decoro di uno dei luoghi più belli del Salento.

Infatti, seguendo le tesi degli architetti più evoluti, gli Avv.ti Francesco

  1. Romano e Leonardo Maruotti avevano indicato che la baia del Porto andava conservata nella sua coerenza evolutiva: i pontili costituiscono, pertanto, un bene da salvaguardare non solo sotto il profilo economico ma anche dal punto di vista paesaggistico; ciò anche in considerazione della situazione precedente all’installazione, dominata dal confuso di- sordine derivante dal casuale ancoraggio delle barche.

Il Tar Lecce ha ritenuto ammissibile l’intervento di Fare Ambiente “trattandosi di associazione di protezione ambientale riconosciuta ex art. 3 della Legge 349/86 e avente per oggetto ex art. 1 dello Statuto la tutela dell’ambiente e la valorizzazione dello stesso mediante lo sviluppo ordinato delle potenzialità territoriali nonché delle risorse umane, indi- viduali e collettive finalizzate al progresso anche socio economico della persona in un contesto armonico tra l’elemento antropico e l’elemento naturale“.

Tale pronuncia riveste carattere di estrema importanza non solo per l’oggetto della vicenda (per il cui risultato ci si complimenta con gli Avv.ti Finocchito e Massa) ma anche poiché afferma che la tutela e la valorizzazione del paesaggio non debba essere intesa staticamente, come mera tutela dell’esistente, bensì possa passare anche attraverso lo sviluppo ordinato delle potenzialità territoriali.

Tar Lecce 648.2020