L’Istituto “ Michele Lecce “, Alberghiero di Manfredonia cambia volto

Diritti & Lavoro

L’I.P.E.O.A. “ Michele Lecce “, Istituto Alberghiero, con sede a Manfredonia e San Giovanni Rotondo, cambia volto: verso l’inaugurazione dei laboratori e l’avvio ai corsi serali.

I mesi appena trascorsi, segnati profondamente dalla pandemia da Covid 19, non sono stati facili per niente e per nessuno. Parimenti, come per tutti i settori della vita lavorativa e non, anche il mondo della scuola ha attraversata una situazione estremamente difficile, dovendo stravolgere completamente il suo sistema tradizionale di didattica in presenza. “Sicuramente, come in tutte le scuole di Manfredonia e d’Italia, relativamente alla DAD, acronimo di Didattica a Distanza, c’e’stato un problema iniziale, che ha accomunato ed interessato tutti i docenti, e le cui difficoltà sono state riscontrate dagli stessi alunni, “ ha dichiarato il Professor Antonio Balta, collaboratore del Dirigente Scolastico e responsabile del plesso, sede distaccata di Manfredonia.” Con il Dirigente Scolastico, il Professor Luigi Talienti, ci siamo preoccupati soprattutto di intervenire con una “vicinanza”, che prescindesse da un discorso prettamente didattico, almeno in una fase iniziale. Quindi, non sono stati adottati degli strumenti istituzionali, ma si è cercato di instaurare un contatto, il più possibile diretto con gli alunni, avvalendosi di tutti gli strumenti tecnologici e telematici immaginabili: da quelli del registro elettronico a delle applicazioni particolari, tra cui Zoom o Skype. Addirittura, alcuni docenti, hanno interagito con gli alunni attraverso Whatsapp.

Per noi, fondamentale era lo stabilire un contatto con i nostri alunni, le cui risposte sono state positive. Nello stesso tempo, però, abbiamo anche rilevato che, purtroppo, in relazione a ciò che riguardasse l’utenza da noi presente, vi fossero delle famiglie sprovviste di strumenti digitali. Allora, attraverso i finanziamenti erogati dallo Stato, abbiamo dotato le famiglie bisognose di Tablet o Pc, proprio per consentire loro, com’è giusto che fosse, la possibilità di attivare una didattica a distanza, compensando, in questo modo, quest’inefficienza. Considerando che ci fossero delle famiglie con diversi componenti, i quali  hanno dovuto svolgere la didattica a distanza, abbiamo cercato anche di impostare un lavoro, non strettamente rigido, che consentisse a docenti ed alunni di concordare gli orari, con una certa flessibilità, per venire incontro alle reciproche esigenze, nel corso dei tre mesi di lockdown. Naturalmente, dobbiamo considerare la DAD non in termini di didattica sostitutiva di quella in presenza, la quale è fondamentale. Perché, il rapporto che si instaura con gli alunni, non è solo un rapporto di trasmissione di contenuti, ma è un rapporto di vicinanza e relazione, anche tra gli stessi ragazzi. Il fatto di vedersi ed interagire di fronte ad uno schermo, è completamente diverso dallo stare vicini e dal poter manifestare le proprie emozioni: cosa impossibile attraverso un freddo monitor.

Ad esempio, l’alunno diversamente abile, con problematiche sociali e relazionali, è stato, da quest’esperienza, notevolmente svantaggiato. Ma, nello stesso tempo, la scuola, attraverso un confronto con i colleghi di sostegno, ha evidenziata la loro indiscussa ed insostituibile presenza sul campo e, forse, proprio questi ultimi, sotto certi aspetti, hanno lavorato più degli altri, connettendosi con gli altri docenti, nelle ore preposte alle altre discipline.” È chiaro che, senza ombra di dubbio, ci si è resi benissimo conto che si sia trattato , soltanto, di uno strumento di aiuto e di supporto in questo momento eccezionale. Che, non può considerarsi uno strumento sostitutivo, chiaramente. La scuola, dal canto suo, sta rispettando le distanze, i protocolli di sicurezza, promuovendo costantemente la sanificazione degli ambienti scolastici ed attenendosi in modo impeccabile alle predette procedure. “A settembre, ci troveremo di fronte a 360 alunni. E, le grandi novità del nostro Istituto, saranno rappresentate dall’ utilizzo dei nostri laboratori, i quali erano pronti per essere inaugurati,  già una settimana prima del lockdown. Finalmente, sarà funzionante il laboratorio di cucina e di sala e, fra poco, cominceranno i lavori del secondo laboratorio, quello dimostrativo, utilizzabile per le classi del biennio, dove, non ci sarà, da subito, la preparazione di menù e di piatti.

Nel contempo, faremo funzionare il laboratorio di accoglienza, e, attraverso PON ed altre opportunità di finanziamento, avremo la necessità di digitalizzare la scuola, acquisendo strumenti informatici, per sviluppare l’indirizzo di accoglienza turistica. Inoltre, circa il discorso di sala ed enogastronomia, sicuramente, la scuola si affaccerà sulla realtà del territorio ed affiancherà tutti gli eventi della città, garantendo costantemente il suo apporto e presenza. Per quanto riguarda il discorso di accoglienza Turistica, è stata un’idea pensata, anche in collaborazione con gli Enti di Promozione Turistica presenti sul territorio, di far diventare, il front office d’ingresso della scuola, un centro d’informazione turistica.” Allo stato attuale, inoltre, il laboratorio d’accoglienza è allestito, nell’assoluto rispetto del protocollo sicurezza, come aula per l’espletamento degli esami di Stato.

L’approdo finale del progetto, potrebbe essere la realizzazione di un ristorante didattico. Tra i vari altri obiettivi a breve termine, vi sarà anche quello di riqualificare l’edificio scolastico, il quale vanta una lunga storia legata alla tradizione marittima della città di Manfredonia: quale sede dell’ ex Istituto Nautico al Liceo “ Aldo Moro “, tempio della cultura classica. Oggi, invece, come non mai, l’Istituto punterà, indiscutibilmente, alla valorizzazione del settore economico e turistico a cui Manfredonia e i paesi limitrofi, pongono particolare attenzione.

Giulia Rita D’Onofrio

L’I.P.E.O.A. “ Michele Lecce “, Istituto Alberghiero, con sede a Manfredonia e San Giovanni Rotondo, cambia volto: verso l’inaugurazione dei laboratori e l’avvio ai corsi serali.

I mesi appena trascorsi, segnati profondamente dalla pandemia da Covid 19, non sono stati facili per niente e per nessuno. Parimenti, come per tutti i settori della vita lavorativa e non, anche il mondo della scuola ha attraversata una situazione estremamente difficile, dovendo stravolgere completamente il suo sistema tradizionale di didattica in presenza. “Sicuramente, come in tutte le scuole di Manfredonia e d’Italia, relativamente alla DAD, acronimo di Didattica a Distanza, c’e’stato un problema iniziale, che ha accomunato ed interessato tutti i docenti, e le cui difficoltà sono state riscontrate dagli stessi alunni, “ ha dichiarato il Professor Antonio Balta, collaboratore del Dirigente Scolastico e responsabile del plesso, sede distaccata di Manfredonia.”

Con il Dirigente Scolastico, il Professor Luigi Talienti, ci siamo preoccupati soprattutto di intervenire con una “vicinanza”, che prescindesse da un discorso prettamente didattico, almeno in una fase iniziale. Quindi, non sono stati adottati degli strumenti istituzionali, ma si è cercato di instaurare un contatto, il più possibile diretto con gli alunni, avvalendosi di tutti gli strumenti tecnologici e telematici immaginabili: da quelli del registro elettronico a delle applicazioni particolari, tra cui Zoom o Skype. Addirittura, alcuni docenti, hanno interagito con gli alunni attraverso Whatsapp.

Per noi, fondamentale era lo stabilire un contatto con i nostri alunni, le cui risposte sono state positive. Nello stesso tempo, però, abbiamo anche rilevato che, purtroppo, in relazione a ciò che riguardasse l’utenza da noi presente, vi fossero delle famiglie sprovviste di strumenti digitali. Allora, attraverso i finanziamenti erogati dallo Stato, abbiamo dotato le famiglie bisognose di Tablet o Pc, proprio per consentire loro, com’è giusto che fosse, la possibilità di attivare una didattica a distanza, compensando, in questo modo, quest’inefficienza. Considerando che ci fossero delle famiglie con diversi componenti, i quali  hanno dovuto svolgere la didattica a distanza, abbiamo cercato anche di impostare un lavoro, non strettamente rigido, che consentisse a docenti ed alunni di concordare gli orari, con una certa flessibilità, per venire incontro alle reciproche esigenze, nel corso dei tre mesi di lockdown. Naturalmente, dobbiamo considerare la DAD non in termini di didattica sostitutiva di quella in presenza, la quale è fondamentale.

Perché, il rapporto che si instaura con gli alunni, non è solo un rapporto di trasmissione di contenuti, ma è un rapporto di vicinanza e relazione, anche tra gli stessi ragazzi. Il fatto di vedersi ed interagire di fronte ad uno schermo, è completamente diverso dallo stare vicini e dal poter manifestare le proprie emozioni: cosa impossibile attraverso un freddo monitor. Ad esempio, l’alunno diversamente abile, con problematiche sociali e relazionali, è stato, da quest’esperienza, notevolmente svantaggiato. Ma, nello stesso tempo, la scuola, attraverso un confronto con i colleghi di sostegno, ha evidenziata la loro indiscussa ed insostituibile presenza sul campo e, forse, proprio questi ultimi, sotto certi aspetti, hanno lavorato più degli altri, connettendosi con gli altri docenti, nelle ore preposte alle altre discipline.”

È chiaro che, senza ombra di dubbio, ci si è resi benissimo conto che si sia trattato , soltanto, di uno strumento di aiuto e di supporto in questo momento eccezionale. Che, non può considerarsi uno strumento sostitutivo, chiaramente. La scuola, dal canto suo, sta rispettando le distanze, i protocolli di sicurezza, promuovendo costantemente la sanificazione degli ambienti scolastici ed attenendosi in modo impeccabile alle predette procedure. “A settembre, ci troveremo di fronte a 360 alunni. E, le grandi novità del nostro Istituto, saranno rappresentate dall’ utilizzo dei nostri laboratori, i quali erano pronti per essere inaugurati,  già una settimana prima del lockdown. Finalmente, sarà funzionante il laboratorio di cucina e di sala e, fra poco, cominceranno i lavori del secondo laboratorio, quello dimostrativo, utilizzabile per le classi del biennio, dove, non ci sarà, da subito, la preparazione di menù e di piatti.

Nel contempo, faremo funzionare il laboratorio di accoglienza, e, attraverso PON ed altre opportunità di finanziamento, avremo la necessità di digitalizzare la scuola, acquisendo strumenti informatici, per sviluppare l’indirizzo di accoglienza turistica. Inoltre, circa il discorso di sala ed enogastronomia, sicuramente, la scuola si affaccerà sulla realtà del territorio ed affiancherà tutti gli eventi della città, garantendo costantemente il suo apporto e presenza. Per quanto riguarda il discorso di accoglienza Turistica, è stata un’idea pensata, anche in collaborazione con gli Enti di Promozione Turistica presenti sul territorio, di far diventare, il front office d’ingresso della scuola, un centro d’informazione turistica.” Allo stato attuale, inoltre, il laboratorio d’accoglienza è allestito, nell’assoluto rispetto del protocollo sicurezza, come aula per l’espletamento degli esami di Stato. L’approdo finale del progetto, potrebbe essere la realizzazione di un ristorante didattico.

Tra i vari altri obiettivi a breve termine, vi sarà anche quello di riqualificare l’edificio scolastico, il quale vanta una lunga storia legata alla tradizione marittima della città di Manfredonia: quale sede dell’ ex Istituto Nautico al Liceo “ Aldo Moro “, tempio della cultura classica. Oggi, invece, come non mai, l’Istituto punterà, indiscutibilmente, alla valorizzazione del settore economico e turistico a cui Manfredonia e i paesi limitrofi, pongono particolare attenzione.

Giulia Rita D’Onofrio