Il ladro di profumi di Pierfranco Bruni, un dannunziano profeta

Arte, Cultura & Società

Di Giulia Notarangelo

Indefinibile. Non ci sono parole. Romanzo di un percorso interiore fatto di ricordi, di sogni, di silenzio, di ombre, di nuvole, di mare, di luoghi. Una figura femminile domina i pensieri di chi scrive; è un file rouge che lo accompagna.
È una figura dai tratti indefinitamente definibili: Marika. Onnipresente visione o realtà? Il profumo legato alla donna/visione e la sua BELLEZZA sono i cardini intorno a cui ruota questo itinerarium mentis in Marika.
Classiche citazioni e connotazioni: tanta calabresità (la magara, il castello di Roseto) a comporre un mosaico di un romanzoinpoesia o una poesiainromanzo? Onirismo in un su e giù di immagini – sogno.
Parole incantate ed incantevoli. I profumi come essenza del vivere. Onnipresente OPIUM/oppio.
” Era bella Marika” con il suo profumo di eterno oppio, quello che si identifica con lei.
“Il profumo di Marika è nel tempo che non dimentico. Non mi dimentica.” Puntualizza l’autore.
I profumi nella loro varietà scandiscono la vita di chi scrive con la loro evanescente realtà.
Marika è una figura femminile onnipresente nella sua presenza/assenza e onnipervasiva. Marika è un tutt’uno non solo con il cuore e i sentimenti di chi scrive, ma anche con il suo vissuto.
“Era bella Marika” è un ritornello che scandisce il cammino, uno sfondo che dà luce ed anima a questo percorso interiore.
Autoreferenzialità e consapevolezza del valore della SCRITTURA che si diverte a manifestare le sue infinite possibilità in arabeschi di parole che lasciano stupito chi legge.
Letteratura e vita. Vita e letteratura: D’Annunzio docet.
La liricità trasuda dalle parole che girano ed incalzano il lettore. Ma la poesia non dev’essere sempre e/o per forza compresa, può benissimo contenere quelle zone d’ombra cariche di suggestioni, può schiudere senza che ce ne accorgiamo quelle radure di senso di cui parla Heidegger.
Alcuni capitoli hanno titoli tra il classico e l’esotico e la prosa, di per sé lirica, si diluisce spesso nei versi quasi a segnare gli spazi.
Sembra tutto lasciato al caso, ma alla base c’è una sorta di gioco, di divertimento da parte di chi scrive, quasi volesse continuamente mettere alla prova l’attenzione di chi legge. Immensa la cultura dell’autore che spazia dal classico al moderno, dal sacro al profano.
Non mancano, dunque, i momenti sapienziali tra cui una specie di elogio della PAZIENZA: “Non sprecare le parole. Hanno la preziosità delle stelle nella notte buia dei deserti. Abbi la luce della pazienza.”.
I disegni-illustrazioni (tutti con firma autografa) sono una sorta di accompagnamento che segna le tappe di un viaggio fatto anche  di musica,  come “I notturni di Chopin”, e di  luoghi concreti, siano essi Roma (Trinità dei Monti), o Venezia, o Metaponto o  il castello di Roseto (suggestiva fortezza sul Mar Ionio, che ho avuto la fortuna di visitare durante i miei viaggi – vacanza verso la Calabria silana).
Poetico l’attacco:
“In questo tempo invecchiato ricucio gli amori di una vita”.
Poetica la chiusa dove l’autore definisce la sua opera:
“La confessione di un ladro di profumi per un amore che non ha reso favola”.

Giulia Notarangelo