Percezioni

Politica regionale, nazionale e internazionale

E’ la prima volta, almeno per noi, che politica e sanità si “incontrano”. Abbiamo passato mesi di dolore e di limitata libertà di movimento. Un tempo che, ora, sembra lontano; ma non lo è. La pandemia, apparentemente ridimensionata nei suoi tragici effetti, ha accentuato una situazione socio/economica preoccupante con difficili previsioni per il futuro. L’Italia, ma la notizia non è nuova, è in grave crisi recessiva.

Su questa realtà non ci sono incerti di sorta. Di positivo, c’è che il Coronavirus sembra avere ridotto la sua virulenza. Sul fronte politico, invece, tutto è statico in modo preoccupante. Questo Esecutivo di Centro/Sinistra, con un Primo Ministro indipendente, continua a stupirci. Il Potere Legislativo, se non si tiene conto delle “scaramucce” di facciata, non sembra in grado d’assumere decisioni politiche importanti per il Paese. Gli accordi economici con l’UE devono ancora essere resi operativi. Intanto, hanno perso il lavoro migliaia di persone e, buona parte, della più recente generazione non l’ha mai trovato. Pur. Ovviamente, avendolo disperatamente cercato.

In questa fase del Paese non ci sono previsioni ottimistiche all’orizzonte. Le nostre perplessità d’inizio d’anno, quando il Coronavirus già era in Italia, ci sono ancora tutte. Anzi, sono aumentate. Con l’autunno, ci saranno elezioni per il rinnovo di Consigli Regionali e il Referendum per proporre la riduzione del numero dei Parlamentari. Ma non è ancora certo il luogo dove si dovranno tenere le correlate operazioni di voto. Altro problema, non secondario, che dovrà essere risolto da un Parlamento poco presente alla realtà nazionale. Già da qualche tempo, si doveva varare una nuova legge elettorale. Tutti i partiti, in qualche modo, ne avevano evidenziata l’opportunità.

Poi, la Pandemia ha aperto orizzonti sanitari drammatici e il resto è passato in secondo ordine. Disconoscerlo non avrebbe pregio. Che linea operativa assumerà Conte e Squadra al seguito? Un interrogativo che ci siamo posti e che ribaltiamo a chi ci segue. Le nostre percezioni non consentono scelte percorribili. La crisi di governo è solo stata rimandata per necessità. Non certo per ”accordo” politico. Il 2021 potrebbe essere l’anno per un’effettiva verifica di sistema parlamentare che di “nuovo” non avrà nulla e resterà tale, anche se si ridurrà il numero dei suoi elementi. Senza una nuova legge elettorale coerente, i problemi della Penisola non troveranno valida soluzione.

Giorgio Brignola