Le tattiche

Politica regionale, nazionale e internazionale

Dopo circa cento giorni di provvedimenti rigorosi per contenere la Pandemia, il Paese tenta la ripresa di una “normalità” che sarà, però, diversa da quella che avevamo, da sempre, vissuta. Insomma, l’Italia tenta di ripartire da dove il Coronavirus l’aveva costretta a fermarsi. E quando scriviamo “fermarsi”, lo intendiamo nel termine più restrittivo del termine. Tornare a una parvenza di “normalità” non sarà tanto scontato.

L’Italia “navigherà a vista” perché il virus pandemico circola ancora e il rischio di contagio persiste. Gli italiani, tutto sommato, intendono “sperare” nel futuro. Pur se le incognite proprio non mancano. Infatti, le sfide da affrontare restano parecchie e le regole comportamentali dovranno essere rispettate nell’interesse di tutti. La coda dell’inverno 2020 è passata tra dubbi e paure. Poi, i novanta giorni d’emergenza assoluta. La primavera è sfumata tra contagi e lutti. Il termine “emergenza” è stato all’ordine del giorno. Ora, con l’approssimarsi dell’estate, si tenta una timida ripresa per una “normalità” che non potrà più essere quella del passato.

La voglia di tornare a “vivere” è grande, ma i problemi, anche socio/economici, frenano anche le più sentire iniziative. Sarà, ancora, una stagione delle “mascherine” e delle distanze da rispettare. Segno che, tante nostre perplessità non sono per nulla campate in aria. Accanto ai problemi sanitari e occupazionali, resta da riscoprire una nuova creatività nel rispetto della salute di tutti. Non sarà facile; ma è indispensabile tentarci per evitare una successiva involuzione del nostro tessuto socio/economico. Insomma, si dovrà tentare di convivere tra salute e creatività.

Sul fronte occupazionale, il problema resta più complesso ed anche le attività stagionali non sono, per nulla, garantite. Si dovrà “navigare” a vista; nonostante tutto che un simile comportamento innesca. Intanto intendiamo focalizzare i cento giorni che hanno cambiato il nostro modo di relazionare e minato la nostra, già fragile, economia. Lo facciamo nel rispetto di chi non gliel’ha fatta e del dolore di chi ha perduto persone care. Tutto il resto, che non è poco, risulta consequenziale.

I programmi per il rilancio d’Italia sono ancora da inquadrare nella loro reale dimensione anche politica. Intanto, noi continueremo il nostro monitoraggio con la premessa di rendere note tutte quelle tattiche che saranno meditate per tentare di tornare a “vivere” dopo la Pandemia.

Giorgio Brignola