Il diritto della dignita’

Diritti & Lavoro

Questa Pandemia, se non altro, ci ha dato l’opportunità di riflettere sulla nostra realtà nazionale. Quella che c’era anche prima del Coronavirus; ma alla quale non abbiamo dato, forse, l’importanza che avrebbe meritato. Oggi, l’oggettività nazionale è evidente e non priva di rischi anche di natura sociale.

La crisi economica, indotta anche dalla pandemia, ha accentuato le differenze sociali, che ci sono sempre state, e il progressivo isolamento collettivo sono realtà che non possiamo più sottovalutare. Anche l’Italia è a una svolta storica che ha già evidenziato complessi problemi per il rinnovamento del Paese. La stagione della ristrutturazione avrebbe dovuto iniziare, però, assai prima del Covid-19.

Ora, tuttavia, dovrebbe farsi strada la solidarietà che, almeno nella norma, non è mai stata la prima donna della nostra società. Il periodo che dovremo affrontare sarà difficile e a tempo indeterminato. Per riuscire a varare una nuova fase nazionale che stimoli il lavoro per tutti. Un’impresa difficile ma fondamentale.

Il nostro Paese è parte di un sistema internazionale che ne condivide le sorti. Anche non volendolo espressamente. Oltre le promesse, non ancora concretate, c’è l’emarginazione e la disperazione per quanto abbiamo perduto. Tornare a una vita dignitosa non è solo l’aspetto politico della nostra situazione. Superata, speriamo presto, l’emergenza sanitaria, è indispensabile muoverci per dare una mano a tutti per favorire una ripresa dignitosa e comunitaria.

La burocrazia, male tipicamente nazionale, dovrà essere sostituita dall’impegno civile che ci coinvolga tutti. Nessuno escluso. Quindi, meno politica e più fatti. Oggi c’è una Società da riedificare e un’economia da riscoprire. In altri termini, si dovrà favorire quel diritto alla dignità che un virus assassino sembra aver relegato tra le cose irrecuperabili. Per auspicare la ripresa bisogna fornire prove concrete di volerlo realmente.

Giorgio Brignola