Lecce: “Black lives matter” in piazza Sant’Oronzo

CronacaDiritti & Lavoro

Lo scorso giovedì la piazza centrale di Lecce ha visto partecipi molte persone a manifestare contro il razzismo, simbolo di unione con il resto del mondo.

Piazza Sant’Oronzo – Foto by Flavio Massari Anche Lecce insieme alle altre città italiane importanti, tra cui Roma, Torino, Milano ha organizzato giovedì 11 Giugno a partire dalle 18 una manifestazione antirazzista per ricordare il defunto George Floyd, morto lo scorso 25 maggio negli Stati Uniti. Dietro questa grande organizzazione ci sono stati preparativi importanti, infatti prima della data stabilita, molti dei partecipanti si erano già riuniti al Dunya per creare i cartelloni e gli striscioni abbelliti con frasi emblematiche antirazziste. Queste proteste antirazziste e antifasciste hanno unito tutto il mondo e non solo le città italiane.

I popoli si uniscono per dimostrare che George Floyd non è stata l’unica vittima del “sistema”, ma prima e dopo di lui sono morti milioni di cittadini americani, donne e uomini di colore in tutte le parti del mondo. Le strade sono teatro di sfilate di dissenso e di protesta contro tutte queste forme di discriminazioni; George Floyd, Freddie Gray ed Eric Garner sono accomunati dalla frase che sta facendo il giro del mondo ‘’I CAN’T BREATHE”.

Questi ultimi non riuscivano a respirare mentre li soffocavano e nel caso di Floyd il poliziotto ha tenuto premuto per più di 8 minuti il ginocchio sul suo collo fino ad asfissiarlo, mentre lui li supplicava di smetterla. Ma se facciamo un passo indietro, ricordiamo che in Italia nel 2005 uno studente italiano fu ucciso a Ferrara da quattro poliziotti. Federico Aldrovandi, 18 anni, morto anch’egli asfissiato a causa del torace schiacciato sull’asfalto sul quale avevano spezzato due manganelli addosso. Carlo Giuliani, ucciso a colpi di pistola da Mario Placanica, carabiniere italiano, ausiliario, ora in congedo. L’omicidio avvenne nel 2001 al momento della manifestazione, partecipava al movimento no-global durante i fatti del G8 di Genova dove si verificarono violenti scontri tra manifestanti anti-g8 e forze dell’ordine.

Questi sono solo pochissimi esempi delle vicende che hanno devastato e continuano a devastare ogni parte del mondo e così possiamo capire che non siamo noi più civili degli incivili americani poiché ancora in molti stati è presente l’abuso di potere e le pratiche repressive contro coloro che si battono per i diritti umani. Albachiara Martino