Piano Colao? E’ un piano scopiazzato dalla Lega, ecco perché non piace al governo

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Gusmeroli (Lega):  Nessuno di quelli che è in Parlamento può dire di non essere del partito dei condoni. Lasciare la liquidità immobilizzata nelle banche è come spararsi in testa. Stati generali economia? E’ un corto circuito dell’organizzazione. Questi fanno prima il Decreto Cura Italia, poi il Decreto Liquidità, poi il Decreto Rilancio e poi gli Stati generali dell’economia. E’ per quello che uno dice: andiamo a votare. Non farei mai rivestire il ruolo di ministro dell’Economia a Gualtieri, uno che l’economia non la fa e non la conosce”

Alberto Gusmeroli, deputato della Lega e vicepresidente della Commissione Finanze della Camera, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

Sul Piano Colao. “E’ un piano un po’ scopiazzato dalla Lega–ha affermato Gusmeroli-. Abbiamo fatto tantissime proposte al governo e tantissime di queste sono finite nel piano Colao, forse è per questo che non piace a Colao. Alcune sono di una ovvietà clamorosa. Nessuno di quelli che è in Parlamento può dire di non essere del partito dei condoni, se esiste un partito dei condoni. Il Pd ha fatto il peggiore dei condoni: lo scudo fiscale per chi riportava i soldi dall’estero. Il M5S con noi ha fatto il saldo e stralcio e tutta la pace fiscale. Il tema è: esiste una liquidità immobilizzata nelle banche? Sì esiste. Stiamo qui a dire che le famiglie non hanno soldi, che non ripartono i consumi, e ci permettiamo di lasciare i 200 miliardi fissi in banche che non rendono niente? Vogliamo spararci in testa per non far circolare denaro nell’economia reale?”.

Sugli Stati generali dell’economia. “E’ un corto circuito dell’organizzazione. Questi fanno prima il Decreto Cura Italia, poi il Decreto Liquidità, poi il Decreto Rilancio e poi gli Stati generali dell’economia. E’ per quello che uno dice: andiamo a votare! Io faccio fatica a correlarmi con persone che sono lontanissime dalla realtà. Le cose si fanno al contrario: prima ascolti, poi fai degli interventi. Non abbiamo persone capaci, in grado di gestire certi ruoli. Ho avuto il piacere di ascoltare Gualtieri in commissione e dico che sinceramente non farei mai rivestire il ruolo di ministro dell’Economia ad uno che l’economia non la fa e non la conosce. Sa di storia contemporanea e lo abbiamo messo a fare il ministro dell’economia”.