Grownnectia una sfida made in Italy

Diritti & Lavoro

Rosa Porro

Grownnectia è un hub che con grande grinta si è presentata alle startup italiane e prossimamente approderà oltre il confine, con un modello made in Italy. Un programma, un percorso pianificato in ogni sua fase e gestito attraverso una piattaforma software che fornisce le informazioni per monitorare i KPI di crescita delle startUp. Un modello che l’azienda ha deciso di proteggere depositando la domanda di brevetto. Il brevetto Pay4Growth diviso in varie tipologie: Validation, Pre-seed e Traction è il risultato dell’esperienza di oltre 40 percorsi di pre accelerazione.

L’azienda è stata fondata nel 2018 da Massimo Ciaglia che nell’anno 2019 vantava un incremento del fatturato del 121% rispetto al 2018. Le previsioni per l’anno corrente parlano di un’ulteriore crescita del 130%, nonostante il momento difficile per l’economia nazionale ed internazionale.

Un progetto giovane, nato da 18 mesi e l’obiettivo è diventare il Talent Garden degli incubatori certificati. Mssimo CIaglia insieme al suo staff hanno creato un primo modello scalabile di incubatore certificato che operi esclusivamente nel mondo del pre-seed, con una serie di servizi integrati tra di loro che coprono tutta la gamma di esigenze di una startup nelle sue prime fasi di vita.

Supportiamo le startup attraverso vari servizi che vanno da programmi di incubazione e pre accelerazione, allo sviluppo di un business plan con le connesse attività di raccolta fondi. Forniamo poi servizi a 360 gradi che vanno dalle attività di marketing, di validation, di sviluppo MVP a  tutto ciò che può servire per la costituzione di una startup innovativa, posizionandola sul mercato per poi farla scalare attraverso strategie di crescita. A tal fine abbiamo deciso di sviluppare una SIS (Società Investimento Semplice) per poter investire direttamente nel capitale e di entrare nel capitale di una piattaforma di equity crowdfunding. Il nostro obiettivo è fornire, a chiunque entri nel nostro ecosistema, tutti i servizi di cui può necessitare una startup nelle prime fasi di sviluppo.”

L’asset su cui di fonda Grownnectia per cercare cliente è una piattaforma di marketing automation. Questa piattaforma ha tutta una serie di funnel che vanno ad attirare in rete tre tipologie di lead.

L’imprenditore, non ha il tempo di seguire uno spin off, un’idea o altro, e cerca una società di advisory che sia in grado di aiutarlo a strutturare la startup.

Il dipendente/manager non più soddisfatto, che cerca una via di fuga creandosi una realtà tutta sua, magari proprio una startup che poi gli consenta di fare lo switch off dal lavoro attuale alla startup, non appena quella sia decollata, ma non ha tutte le competenze nè il tempo. Cerca qualcuno che lo aiuti nel seguirla.

Lo startupper lavoratore, quindi chi già lavora, ma sta creando una startup. Classico giovane che quindi nella sua testa ha solo la startup, ma intanto fa dei lavoretti saltuari, o altro, per cercare di mantenersi comunque in maniera autonoma.

La piattaforma trova queste tre figure, le canalizza sui funnel della società e da li cerca di farle convertire facendo conoscere i servizi offerti fino all’acquisto. Oggi questa piattaforma genera circa 400 lead al mese, con annesso un bel numero di contratti. Inoltre porta anche, facendo attività di upselling e di retention, circa un 14% di utenti che tornano ad acquistare entro i primi 12 mesi.

Il vostro futuro prevede?

“La nostra vision è di vederci come leader in Europa da qui a 5 anni nel pre-seed, e con una serie di innovation hub aperti in tutte le principali città italiane e capitali europee. Opereranno essenzialmente proprio come centri di eccellenza nell’attrarre idee, portandole sul mercato e alimentando il deal flow di chi viene dopo di noi, come piattaforme di crowdfunding più evolute, fondi e acceleratori. Siamo innovatori per scelta, infatti stiamo anche lanciando un vero e proprio coworking online, che possa consentire alle nostre startup di continuare a incontrarsi con il proprio team in uno spazio digitale, anche in una situazione complessa come quella che stiamo vivendo oggi tutti noi.”