Politica domani

Politica regionale, nazionale e internazionale

In Italia, la politica ha segnato il “passo”. In pochi mesi di crisi pandemica si sono evidenziate molte falle del nostro sistema politico. Insomma, ci saranno ancora tempi di passione con solo qualche velata ipotesi di miglioramento sostanziale. Intanto, i giovani rispondono alle insufficienze ”ideologiche” con l’assenteismo politico perché, con la concomitanza dei Partiti che abbiamo, non ci sono altre scelte. Il cambiamento, se ci sarà, già si presenta sofferto. I più diplomatici si limitano a definirlo incerto.

Anche noi, che di vita nazionale ne abbiamo vissuta parecchia, avanziamo una personale riflessione. Che occorra del “nuovo” è più che evidente. Ma la classe politica d’oggi non ha preparato un “vivaio” di leve per favorire il naturale, e necessario, cambio istituzionale. Sembra che prevalga in riciclaggio del vecchio. Le durevoli alleanze non le possiamo anticipare, ma ci sentiamo di supporre che questo Esecutivo”rabberciato” serberà delle sorprese.

Da noi non bastano gli impegni per cambiare tendenza. L’avvicendamento politico non concede valide scelte. Il Paese si riprenderà solo con l’impegno di un Popolo che ha sempre saputo andare oltre le crisi e gli arrivismi dei politici. Le incertezze per il Coronavirus non dureranno. Insomma, sarebbe indispensabile ridare una giusta dimensione alla politica ma, soprattutto, a chi la gestisce. Ovviamente, con oggettive garanzie per la salute.

Se si riuscirà a essere coerenti all’interno, come a livello UE, forse potrebbero rivelarsi nuove “vie” per ritrovare un nostro ruolo nello scacchiere mediterraneo. Senza polemiche e con molto rigore. Il 2021 si aprirà con un PIL molto in negativo e con una recessione economica che non potevamo, nonostante tutto, neppure immaginare. Se, e quando, ci saranno segnali di una politica più coerente e di ripresa, sarà nostra premura prenderne atto.

Giorgio Brignola