Mattarella, 2 Giugno con dolore. Serve rinascita, superare le divisioni

Politica regionale, nazionale e internazionale

Si celebra l’anniversario della nascita della Repubblica italiana ‘stretti tra il dolore per la tragedia che improvvisamente ci e’ toccato vivere e la volonta’ di un nuovo inizio’: lo ha detto il Capo dello Stato nel 74mo anniversario invitando i partiti al superamento delle divisioni, ad uno sforzo comune e a non disperdere quel ‘patrimonio, fatto del sacrificio, del dolore, della speranza e del bisogno di fiducia che c’e’ nella nostra gente’ perche’ questo sarebbe inaccettabile. 

La dialettica politica, le divisioni tra i partiti rappresentano la democrazia, che si alimenta di confronto tra posizioni diverse. Ma a tutto questo c’è un limite, “qualcosa che non è disponibile per nessuna maggioranza e per nessuna opposizione: l’unità morale, la condivisione di un unico destino, il sentirsi responsabili l’uno dell’altro”. Senza “brandire la sofferenza” come arma. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione del suo intervento nei giardini del Quirinale in occasione del concerto per la Festa della Repubblica.

“Questo giorno – ha spiegato – interpella tutti coloro che hanno una responsabilità istituzionale – a partire da me naturalmente – circa il dovere di essere all’altezza di quel dolore, di quella speranza, di quel bisogno di fiducia. Non si tratta di immaginare di sospendere o annullare la normale dialettica politica. La democrazia vive e si alimenta di confronto fra posizioni diverse”. Ma per Mattarella “c’è qualcosa che viene prima della politica e che segna il suo limite. Qualcosa che non è disponibile per nessuna maggioranza e per nessuna opposizione: l’unità morale, la condivisione di un unico destino, il sentirsi responsabili l’uno dell’altro. Una generazione con l’altra. Un territorio con l’altro. Un ambiente sociale con l’altro. Tutti parte di una stessa storia. Di uno stesso popolo”. “Mi permetto di invitare, ancora una volta – rivolgendosi alle forze politiche – a trovare le tante ragioni di uno sforzo comune, che non attenua le differenze di posizione politica né la diversità dei ruoli istituzionali. Siamo tutti chiamati a un impegno comune contro un gravissimo pericolo che ha investito la nostra Italia sul piano della salute, economico e sociale. Le sofferenze provocate dalla malattia – ha ammonito – non vanno brandite gli uni contro gli altri”.

“Siamo chiamati a scelte impegnative. Non siamo soli. L’Italia non è sola in questa difficile risalita. L’Europa manifesta di aver ritrovato l’autentico spirito della sua integrazione. Si va affermando, sempre più forte, la consapevolezza che la solidarietà tra i Paesi dell’Unione non è una scelta tra le tante ma la sola via possibile per affrontare con successo la crisi più grave che le nostre generazioni abbiano vissuto. Nessun Paese avrà un futuro accettabile senza l’Unione europea. Neppure il più forte. Neppure il meno colpito dal virus”, ha affermato il Presidente della Repubblica.

“Sono convinto che insieme ce la faremo. Che il legame che ci tiene uniti sara’ piu’ forte delle tensioni e delle difficolta’. Ma so anche che la condizione perche’ questo avvenga sara’ legata al fatto che ciascuno, partecipando alla ricostruzione che ci attende, ricerchi, come unico scopo, il perseguimento del bene della Repubblica come bene di tutti. Nessuno escluso”, ha detto il capo dello Stato. “Domani mi rechero’ a Codogno, luogo simbolo dell’inizio di questo drammatico periodo, per rendere omaggio a tutte le vittime e per attestare il coraggio di tutte le italiane e tutti gli italiani, che hanno affrontato in prima linea, spesso in condizioni estreme, con coraggio e abnegazione, la lotta contro il coronavirus – ha aggiunto Mattarella -. Desidero ringraziarli tutti e ciascuno. L’Italia – in questa emergenza – ha mostrato il suo volto migliore. Sono fiero del mio Paese”.