Bari – “E la chiamano estate”

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“E la chiamano estate”, intonava Bruno Martino nel 1965. E si, perché quella inedita che sta per cominciare, per il Bari (e non solo), si preannuncia come una di quelle estati piene di calcio, roba che mai si è intravista fino adesso se non nei ritiri altoatesini o trentini o giù di lì.

In attesa del Consiglio Federale previsto per l’otto di giugno che dovrà confermare soluzioni definitive riguardo alla prosecuzione del campionato sia in chiave ripresa da dove si era fermati, sia in chiave playoff (evenienza molto più probabile a causa delle tantissime defezioni), il Bari è tornato a sperare per una promozione sul campo e non attraverso la tanto discussa media ponderata.

E se fossero confermati i playoff con la formula piena, ovvero con la partecipazione di tutte le società deputate a farlo, quasi sicuramente qualcuna perderà a tavolino in quanto eviteranno di partecipare – come scrive la Gazzetta del Mezzogiorno – così da si prefigurarsi un mini torneo di alta difficoltà per quelle squadre che puntano alla promozione in B, Bari, ovviamente, incluso.

I biancorossi, infatti, comincerebbero dai quarti di finale con la sfida di ritorno al San Nicola, l’eventuale passaggio in semifinale, in caso di doppia parità, con la certezza di non affrontare le altre seconde dei due gironi A e B, ovvero la Carrarese e la Reggiana, mentre nella final four i vantaggi verrebbero meno in quanto ci sarebbe il sorteggio integrale, sicché non ci sarebbe più il vantaggio del fattore campo, e, infine, in caso di doppia parità si procederebbe ai tempi supplementari, quindi ai calci di rigore.

Del girone del Bari dovrebbero partecipare il Monopoli, la Ternana, il Catanzaro, il Potenza, forse (ma è più no che si) l’Avellino, il Teramo e al Virtus Francavilla; nel girone A parteciperanno la Carrarese, la Juventus Under 23 ed il Novara, mentre per Renate, Pontedera, Siena, Alessandria e Albinoleffe non v’è ancora contezza in quanto non sicure di partecipare; nel girone B parteciperanno la Reggiana, il Carpi, la Triestina, il Modena e la Sambenedettese, mentre la Sudtirol, la Feralpi Salò ed il Piacenza sono in forse in quanto facenti parte delle zone altamente colpite dal coronavirus.

Massimo Longo